Anagni – I consiglieri di minoranza sulla rimozione del container in via Onorato Capo

Anna Ammanniti
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I consiglieri di minoranza Nello Di Giulio, Gianluigi Ferretti, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi, Valeriano Tasca fanno chiarezza sulla richiesta di rimozione del container sito in via Onorato Capo, nei pressi dell’ex ospedale.

Facciamo, allora,  un po’ di chiarezza al di là delle tifoserie di bottega: -la struttura container, ancorché già collocata senza regolare procedura amministrativa,  non disponeva più di nessuna valida autorizzazione che salvaguardasse sia i presunti utilizzatori che le diverse funzioni di controllo di legalità o di responsabilità amministrativa; -nella struttura non veniva più da tempo esercitata la presunta attività di raccolta firme che ne aveva motivato  l’installazione e giustificato, poi,  la tolleranza ben oltre il tempo di scadenza deliberato dalla stessa Giunta comunale e dal Sindaco; -le firme raccolte sulla petizione indirizzata alla ASL/Regione Lazio sono scandalosamente finite in qualche garage non essendo mai state presentate agli organi in indirizzo raccontati ai cittadini. Un vero e proprio abuso o truffa politica verso 20.000 e più persone che si sono trovate ad aver sottoscritto una richiesta di riapertura del PPI mai inoltrata a nessun organo regionale. Appellarsi ulteriormente ad ignari cittadini, spendendo le loro firme o la partecipazione alla manifestazione del due agosto, dopo aver abusato della loro fiducia,  è inaudito ed incommentabile! -i consiglieri di minoranza, di fronte al vuoto operativo del Sindaco, ormai tutt’uno con il comitato, hanno richiesto nel marzo scorso il consiglio comunale straordinario, tenutosi il 4 aprile, nel corso del quale, dopo i ‘mea culpa’ del Sindaco, si è convenuto un cambio di direzione e di velocità sul tema della sanità, operando in ruolo istituzionale e con obbligo dello stesso Sindaco a riferire ogni trenta giorni sul procedere delle azioni della politica. -nel medesimo consiglio comunale è stato evidenziato come il permanere del container avrebbe arrecato più danni che benefici, da cui la formale richiesta di rimozione. -il Sindaco, purtroppo, ha continuato ad assumere,  in ogni diversa sede ed in ogni diversa circostanza,  atteggiamenti vacui e contraddittori rispetto a quanto più volte dalla minoranza e da cittadini evidenziato, richiesto e sollecitato. -uniche risposte  certe sono stati gli insulti  -anche al termine del consiglio comunale in Sala della Ragione-   da parte di persone legate al comitato che non hanno perso mai occasione per mostrare arrogante stupidità verso chiunque, nello svolgimento del ruolo di consigliere comunale, avesse osato contraddire il Sindaco, le sue dichiarazioni, il suo operato, le sue assenze, i suoi sostenitori. Per cui: -visto che nessuna valida ragione avrebbe più giustificato una struttura container ingombrante, e pericolosa per gli infermi che ogni giorno si avvalgono dei servizi dell’ex ospedale (spesso persone dializzate o non deambulanti), nonché per tutti i cittadini che utilizzano, a diverse ragioni, lo spazio di sosta e di manovra proprio dell’importante rotatoria di inversione di senso di marcia; -visto che tollerare ulteriormente  un’inutilità controproducente ed un’ illegalità palese avrebbe significato esserne assimilati; -vista l’incapacità del Sindaco ad esercitare, nella fattispecie, il proprio ruolo per la manifesta confusione di responsabilità con alcuni “supporter”; I consiglieri di minoranza sono stati costretti a richiamare il Sindaco e la Polizia Municipale al rispetto dei doveri funzionali cointeressando altri organi e ruoli istituzionali. Ogni polemica è pertanto pretestuosa e fuori luogo considerando che un’efficace  rivendicazione di una sanità migliore nel nostro territorio è dimostrato che non passa di certo attraverso un container con azioni inconcludenti,  o sciocchezze social e strumentalizzazione del dolore e dei bisogni dei cittadini. (comunicato stampa)
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