Arpino – Fede e tradizione del Giovedì Santo (video)

Sara Pacitto
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Nella tradizione popolare “i Sepolcri” sono gli altari della reposizione e con la frase “andiamo a fare i sepolcri” si intende comunemente la visita in chiesa del Giovedì Santo, fatta per pregare dinanzi al tabernacolo dove è collocata l’Eucarestia, allestito solennemente a sepolcro di Cristo.

La serata del Giovedì Santo riempie le vie del centro storico di Arpino di fedeli: l’usanza vuole che i devoti entrino nelle diverse chiese e recitino in ognuna di esse il Gloria, l’Ave Maria ed il Padre Nostro, chiedendo benevolenza al Signore. Il pellegrinaggio deve essere costituito da almeno tre visite o, comunque, sempre dispari. 7 è il numero ideale perché corrisponde, per assonanza, ai 7 gradi della perfezione, alle 7 sfere celesti, ai 7 rami dell’albero cosmico, ai 7 maggiori pianeti del sistema solare: in sostanza indica il rinnovamento umano e spirituale. Tra gli addobbi tipici dei sepolcri ci sono i fiori bianchi, che indicano la purezza; il pane ed il vino rosso, ovvero il Corpo ed il Sangue di Cristo; i semi di grano o lenticchie germogliati al buio, che simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte alla Resurrezione; il tavolo, metafora del sacrificio; i 12 piatti degli Apostoli, rappresentativi della comunità. Gli elementi fondamentali che caratterizzano la Chiesa Cristiana vengono “occultati” in segno di dolore: è iniziata la Passione di Gesù, le campane tacciono, l’altare più grande è disadorno, il tabernacolo vuoto con la porticina aperta, i Crocifissi coperti. Il video riporta tre chiese di Arpino, senza nulla togliere alle altre: partendo da San Michele Arcangelo in Piazza Municipio, passando per Santa Maria della Pietà in via Pio Spaccamela, per finire a Sant’Antonio di Padova al Ponte. Sara Pacitto
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