L’ultimo sorriso di Gabriel, il bimbo che amava i Vigili del Fuoco

Angela Nicoletti
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Amava i Vigili del Fuoco. Adorava ascoltare il suono della sirena e vedere il camion rosso sfrecciare lungo la strada. Batteva le manine e rideva quando indossava quella felpa troppo grande appartenente al glorioso corpo che salva vite umane e non le uccide.

Gabriel. volto paffuto e sorriso tirabaci, nell’ultima foto felice è vestito come un ‘pompiere’. Come un piccolo ‘Grisù’ dagli grandi e occhi nocciola e dai riccioli d’oro. Un angioletto paffuto che sorrideva al mondo nonostante le tante difficoltà quotidiane. Nonostante la sua brevissima esistenza non fosse composta di giocattoli e coccole, capricci e poi baci. Eppure lui, come un piccolo eroe, amava quella madre sempre malata, quella casa ‘non casa’, fredda e spoglia, quella nonna anziana e piegata dalla fatica che cercava di allevarlo come poteva e dalla quale non si staccava mai, quel padre che avrebbe dovuto tutelarlo da tanto orrore e che invece vedeva solo per qualche ora alla settimana. Amava tutti Gabriel perché era un puro, un’anima candida come solo quella di un bimbo può essere. E’ stato strangolato perché voleva stare tra le braccia forti e sicure di onna Rocca’, che lo baciava e non picchiava, che lo consolava e non lo umiliava. E il piccoletto della ‘Volla’, amava così tanto quella vita-non vita, fino al punto da difenderla strenuamente, con le manine grassocce, graffiando volto e braccia, di chi lo aveva messo al mondo e che ora lo stava uccidendo. Ha voluto essere un ometto coraggioso, fino alla fine, il piccolo ‘Grisù’ dagli occhi nocciola. Come solo un vero ‘pompiere’ è capace di fare. Angela Nicoletti
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