Domenica 31 marzo si terrà la presentazione del libro “Marsa Naenia – antica via Magnene”, di Saverio Zarrelli: un’intera giornata dedicata alla cultura storica delle origini che si svolgerà presso la prestigiosa Acropoli di Civitavecchia, un luogo che è emblema della genesi della città di Arpino.
Alle ore 15:00 il programma prevede la “Passeggiata della Gens Tullia”, durante la quale verranno raccontati tre distinti episodi che appartengono alla memoria epica del paese: “La Domus Tullia”, “L’Esorcismo di San Vito”, “La Macchina del SS Crocifisso”. Alle ore 17:00, tra le antiche mura della chiesa dedicata alla SS Trinità, la presentazione del volume. Durante il dibattito verranno approfondite particolari tematiche: “Turismo Sostenibile”, “Segni e Connotazione Territoriale”, “La Via della Lana e la Dieta Ecetrana”. Alle 18:30 la conversazione si sposta ai piedi della suggestiva Torre di Civitavecchia, accompagnata dalla degustazione di prodotti tipici ricondotti ad “ecotipi ecetrani”: carne di agnello, pecorino, latte di capra, olio extravergine, olive. L’appuntamento culturale si concluderà con l’accensione del falò “Il Fuoco Purificatore”. Nel testo storico lo scrittore Saverio Zarrelli racconta la storia di «Quelle genti che si mossero indubbiamente per necessità ma anche per sete di conoscenza verso terre inesplorate. E siccome vale la regola che tutto si trasforma e niente si distrugge, siamo consapevoli dell’esigenza primaria di tenere bene la strada, perché i traguardi sono effimeri e quello che veramente conta è procedere con passo fermo entro la linea continua». L’autore esorta le nuove generazioni a prendere spunto dal passato remoto per tornare a formulare, pianificare, realizzare «Bisogna cambiare rotta, e farlo velocemente. Guardare alla nostra storia e alla nostra cultura, dobbiamo semplicemente ricominciare a pensare con coraggio e passione. Le nostre strade non più calpestate, mortificate e abbandonate per un’effimera prospettiva, i percorsi della memoria della nostra Terra, la sua essenza rurale, alimentata da cose “semplici e misere” ma attraenti perché inusitate, possono rappresentare oggi, la ripresa di un sogno collettivo. Siamo ancora, malgrado tutto, ricchi di idee, di energie e di talenti, e altri possiamo produrne. Riprendiamoci la nostra strada, usciamo dalla cattiva stagione, affasciniamo e facciamoci affascinare da una primavera possibile, tiriamo fuori dal cilindro del coniglio i culti innati della cultura safina, ripartiamo dai “veria sacra”». Il prologo del testo è affidato a cinque amici, cultori delle radici e della storia del paese, i quali hanno fatto un’analisi, cinque personali riflessioni sullo scritto. Così Daniele Del Monaco «Parlare di una strada antica equivale a compiere un doppio viaggio: uno lungo i luoghi del percorso ed uno nella storia. Nel libro “Marsa Naenia” è come se le pietre dell’antica via Magnene, dopo aver ascoltato per anni, parlassero. Si ha la sensazione di vivere la storia da dentro, come se si assistesse ad un film in 4D in cui, alla triplice dimensione dello spazio, si somma quella del tempo. Sembra persino di ascoltare una colonna sonora fatta di “naeniae” e musiche di fauni. L’autore ha saputo cogliere in pieno “il genius loci” di questa terra magica, lo spirito delle sue genti guerriere, creando un vero e proprio “capolavoro emozionale”. Uno spirito alimentato da mitologia e grandi personaggi storici, da magia e genialità e guidato da un filo rosso lungo più di 3000 anni di storia, fatto di lana e pietra. Il racconto di questa strada che conduceva i nostri avi verso gli Appennini, ha permesso all’autore di conservare lo sguardo verso Roma ed i grandi personaggi». Sara Pacitto
