Frosinone – Processo Morganti, sale sul “banco” il supertestimone Gianmarco Ceccani

Alessandro Andrelli
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La sua deposizione era molto attesa. Ieri mattina l’aula del tribunale di Frosinone era gremita. Parenti, amici ma anche tanti privati cittadini si sono recati nel palazzo di giustizia per ascoltare la deposizione di Gianmarco Ceccani, il giovane indicato come il supertestimone nel processo Morganti ( Emanuele Morganti venne ucciso dal branco per futili motivi il 24 marzo del 2017) è stato ascoltato per oltre sei ore dai giudici della Corte d’Assise presieduta dal dr. Giuseppe Farinella.

Il giovane di 23 anni ha ripercorso alcune fasi di quella drammatica sera. A cominciare da quella in cui era stato bloccato da Franco Castagnacci, uno degli imputati, mentre cercava di scavalcare un muretto per raggiungere l’amico. L’uomo gli aveva detto di non muoversi altrimenti per lui sarebbe finita male. < Emanuele – ha continuato il supertestimone- continuava a correre in mezzo alle macchine, quando sono riuscito a raggiungerlo lui stava già per terra . C’era qualcuno che continuava a colpirlo sferrandogli dei calci. Io cercavo di fargli scudo con il mio corpo.. In un’altra fase ha riferito invece di aver visto la sorella di Michel Fortuna, altro imputato, sputare sul corpo esamine di Emanuele. <Così impari a metterti contro la mia famiglia> gli aveva detto. Poi aveva sputato anche contro di lui che cercava come poteva di proteggere l’amico. In aula poi c’è stato quello che viene definito il colpo di scena. Ceccani ha riconosciuto tra gli imputati quello che stava accanto al corpo di Emanuele mentre lui cercava di rianimarlo. Si tratta del 25enne frusinate Michel Fortuna Ma gli avvocati difensori i Bruno Giosuè Naso e Cristhian Alviani,hanno sollevato alcune contestazioni che hanno fatto cadere il teste in contraddizione. Ceccani si è difeso dicendo che il giorno della tragedia lui si trovava in un vero e proprio stato confusionale, a questo da aggiungere i suoi sensi di colpa per non essere riuscito a salvare l’amico. Ecco perchè le dichiarazioni di ieri erano discordanti rispetto a quelle rese nell’immediatezza dei fatti.. Ieri in aula sarebbe dovuto salire sul banco dei testimoni anche Giovanni Maugeri, ma non essendosi presentato Il giudice ha disposto nei suoi confronti l’accompagnamento coatto.Prossima udienza il giorno l’8 aprile del 2019. Mar. Ming.
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