Tutti i Priori delle confraternite della Diocesi Anagni Alatri sono chiamati ad esprimere variazioni o suggerimenti al nuovo Statuto Quadro.
In occasione del Ritiro Spirituale delle Confraternite della Diocesi Anagni Alatri, che si terrà Domenica 24 Marzo 2019 dalle ore 15,00 in Acuto presso la chiesa di santa Maria Assunta, tutti i Priori/Commissari delle confraternite sono chiamati ad esprimere variazioni o suggerimenti al nuovo Statuto Quadro che sostituisce di fatto quello approvato l’8 Dicembre 1998 dal Vescovo Luigi Belloli e che aveva a sua volta sostituito quello approvato da Mons. Gaudenzio Manuelli Vescovo di Anagni il 31 Ottobre 1929. I Priori e i Commissari sono chiamati ad esprimere in un rinnovato contesto ecclesiale e sociale, autentici valori di fede, di devozione e di solidarietà, come specificato nell’art. 3 del nuovo statuto diocesano, una occasione unica per fare a tutte le confraternite della Diocesi che offre un bel salto di qualità per quanto riguarda lo stile di vita personale e associativo come dicono il Delegato Diocesano Mons. don Alberto Ponzi e il Segretario Diocesano Aldo Fanfarillo. Le confraternite, che si sono formate dopo l’anno 1000 intorno ai monasteri di Germania, Francia, Calabria, Toscana e di altre regioni italiane con gruppi di cristiani ferventi, testimoniano la loro fede facendo volontariato ed opere di carità, tenendo vive le tradizioni culturali del loro paese, ponendosi, così, come lievito di carità verso Dio e il prossimo. Importante è anche l’imponente patrimonio artistico accumulato dalle confraternite nei loro oratori e nelle chiese: la grande quantità degli abiti, insegne, statue, crocifissi, usati durante funzioni e processioni che rivelano e conservano aspetti folkloristici della tradizione cristiana. In questo mondo che vede purtroppo una perdita di valori morali e religiosi, il nuovo statuto quadro si propone “di costituire una viva comunità ecclesiale che sia luogo di comunione e di annuncio della fede che ha al centro l’Eucarestia per aiutare i confratelli e le consorelle a realizzare pienamente la propria vocazione cristiana mediante la testimonianza alla vita cristiana ad una intensa vita spirituale, a una assidua partecipazione alla liturgia e all’inserimento nella vita della Chiesa locale”.
