Morini respinge al mittente la richiesta bollandola come “vano tentativo di ribaltare il risultato elettorale”. Intanto un vertice a Roma tenta la riconciliazione della ‘frattura’ sul Piano di Rigenerazione Urbana.
Fibrillazioni dopo la notizia dell’inchiesta che vede indagato il sindaco Giuseppe Morini, in qualità di libero professionista e non in quanto amministratore, per “falso in concorso” in relazione ad un caso di condono edilizio in località Basciano. I consiglieri di opposizione, dai quali si defila solo Roberto Addesse, puntano il dito sul conflitto di interessi del Primo Cittadino come già fatto in passato, da ultimo con una segnalazione alla Prefettura. In una nota congiunta chiedono le dimissioni del Sindaco che, tuttavia, respinge le accuse.
“Innanzi tutto– dice Morini- ci tengo a precisare che l’indagine in corso riguarda la mia attività liberoprofessionale privata e non quella pubblica di Sindaco. Le illazioni e considerazioni che frettolosamente sono state fatte dai consiglieri di minoranza, a margine di questa vicenda, rappresentano esclusivamente il vano, inopportuno ed irrealizzabile desiderio di screditare l’operato del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, tentando così di ribaltare il risultato elettorale del 2016. Forte della mia lunga ed onorata carriera, aspetto con serenità l’evoluzione del caso, per il quale ancora non sono stato sentito e spero presto che tutto possa essere chiarito nel migliore dei modi, con la piena fiducia nell’operato della magistratura e dell’autorità inquirente, come è stato già in passato per analoghe fattispecie. Nel respingere al mittente le distruttive richieste e sollecitazioni dell’opposizione, nonostante la serenità data dalla consapevolezza di essere nel giusto e la vicinanza e l’affetto di moltissimi amici e fiero del mio modo di essere, non posso però non constatare– conclude la nota- che è sempre più vero il vecchio adagio dagli amici mi guardi Iddio ché dai nemici mi guardo io! “.
Dal canto loro, i consiglieri di opposizione, sottolineano nel merito perché la situazione a loro dire sia insostenibile per la città.
“Tale conflitto – che è incombente, come è stato in più sedi precisato, pure nell’ipotetico caso che dovesse rimanere al solo stato potenziale – è sempre stato ritenuto insussistente dall’ingegnere Morini, sul presupposto che un parere dell’ordine degli ingegneri di Frosinone limitasse l’esercizio sul territorio dell’attività di tecnico nel settore urbanistico solo all’assessore competente al ramo. Motivo per il quale negli ultimi anni (ma non nella passata mandatura consiliare) tale ruolo è stato ricoperto, almeno formalmente, da soggetti estranei all’ambiente dei professionisti del settore. Da almeno due anni, però, la giurisprudenza amministrativa e l’Ente nazionale anticorruzione (ANAC), hanno espressamente ritenuto che l’art. 78 del TUEL, il quale vieta agli amministratori locali sul territorio amministrato di esercitare l’attività professionale, comprendesse tutti i componenti la giunta comunale e il sindaco. Da quanto abbiamo appreso accedendo presso gli uffici comunali, il sindaco Morini negli ultimi anni ha continuato a svolgere la sua attività professionale presentando almeno venti progetti a sua firma con i quali chiedeva per conto dei suoi assistiti concessioni edilizie di vario tipo. La vicenda che ora investe il professionista Morini, ma che ha un rilievo non solo privato per la natura delle contestazioni avanzate, a prescindere dagli sviluppi che potrà avere e ferma restando la presunzione di innocenza, manifesta da un lato la ragionevolezza della disposizione normativa che il sindaco si ostina a voler ignorare e dall’altro pone pesanti interrogativi sul ruolo della politica che non può limitarsi in questi casi semplicemente ad assistere all’evoluzione dei fatti, delegando alla magistratura il ruolo di fare “pulizia” nelle istituzioni amministrative, ma deve assumere le proprie responsabilità nelle sedi competenti assumendo le decisioni del caso per impedire che simili vicende possano gettare discredito sulle istituzioni”.
Vedremo gli sviluppi anche interni alla stessa maggioranza che è in fibrillazione anche per un’altra vicenda che riguarda il settore urbanistica, quella dello scontro ormai in atto con la Regione per il Piano di Rigenerazione Urbana che l’ente romano ha bocciato senza appello chiedendone la “cancellazione” e per il quale il Comune, forte del parere tecnico del responsabile di settore e di altre consulenze, pare ostinato a tenere il punto. Ieri un incontro al vertice in Regione presso l’ufficio di Presidenza ha visto un confronto tra le parti, sancendo quello che ormai è un problema più politico che tecnico e normativo.
Andrea Tagliaferri
