Rapina alla gioielleria “Campoli di Tecchiena, il processo si conclude con un clamoroso colpo di scena.
Pasquale Cimonte, considerato il basista della banda e che doveva rispondere di rapina aggravata, è stato assolto. A suo favore la testimonianza dei gioiellieri che, pur riconoscendo nell’imputato colui che quel giorno guidava la Fiat Uno con la quale i banditi si erano dati alla fuga, avevano riferito agli investigatori che l’uomo aveva gli occhi chiari. Un particolare che non è stato riscontrato nel Cimonte. A seguito di tale dichiarazione il giudice si è pronunciato per l’assoluzione. L’uomo, che rischiava fino ad otto anni di carcere, era difeso dall’avvocato Tony Ceccarelli. E’ stato invece condannato a tre anni di reclusione e tremila euro di multa Antonio Di Mario che doveva rispondere di ricettazione. Pena più mite per Marianna D’Emilio, (anche lei doveva rispondere di ricettazione) che è stata condannata ad un anno e quattro mesi di pena più 400 euro di multa. I fatti risalgono al settembre del 2014 quando due persone a volto travisato e con una pistola in pugno fecero irruzione nella gioielleria, trafugando refurtiva per un valore di 400 mila euro. Le indagini avviate dai carabinieri di Alatri portarono all’identificazione dei tre imputati. Mar.Ming.
