“Chiare fresche e dolci acque: analisi delle sorgenti e risorgenti del Comune di Falvaterra”. Augusto Carè, Assessore Ambiente e Protezione civile del Comune di Falvaterra scrive alla cittadinanza informandola sulla situazione. Ecco la nota.
<<In riferimento alle ultime analisi eseguite dal Comune di Falvaterra, in tutto il suo territorio, al fine di informare la popolazione ed evitare eccessivi allarmismi vorrei fra notare quanto segue: Si è premette che il territorio di Falvaterra è morfologicamente collinare, poco esteso e di natura carsica con 7 sorgenti e 1 importante risorgente carsica, poste mediamente a 130-140 metri s.l.m. Dai dati del monitoraggio eseguito, in occasione dell’ultima indagine, confronto con quelli passati, legati a precedenti monitoraggi ACEA, Università La Sapienza, laboratori privati ed altre analisi di campo, risulta che le analisi chimico-fisiche delle acque delle sorgenti monitorate presentano non molte variazioni. Nonostante i campionamenti non siano stati ripetuti più volte, in stagioni diverse e con diversi regimi di piovosità, ma rispecchino solamente la situazione a cavallo tra fine l’autunno ed inizio inverno 2018, i risultati possono considerarsi comunque di un certo interesse. Infatti, la qualità chimica delle acque è risultata rientrare ampiamente entro i limiti definiti per acque destinate al consumo umano, in particolare per le sorgenti in cui si è approfondito tale aspetto, vedi la sorgente principale delle Iermalle, unica utilizzata a fini idropotabili. Per quanto riguarda invece l’aspetto microbiologico, le numerose analisi prese in considerazione, in numero di 10 punti di prelievo, cosa che dovrebbe essere di encomio per un piccolo Comune attento alla situazione, seppur senza una continuità temporale, evidenziano un generale inquinamento microbiologico delle falde sotterranee. Si tratta di un inquinamento non particolarmente marcato e comunque da mettersi in stretto legame con le precipitazioni meteoriche. La principale causa di degrado delle acque sotterranee è certamente legata alla presenza di scarichi di insediamenti civili. A questo proposito, il problema della qualità delle acque delle sorgenti monitorate è, per lo più, legato al grado di antropizzazione dei bacini di ricarica e alla loro debole profondità. Infatti, indubbiamente, esiste uno stretto collegamento tra le attività umane presenti nel territorio d’indagine e la qualità delle acque stesse. Per migliorare la qualità di queste acque si dovrebbe intervenire, in primo luogo, collegando ulteriormente all’attuale rete fognaria tutte le contrade e quelle abitazioni rimaste ancora isolate e provvedendo ad una regolare manutenzione degli impianti di scarico vedi fosse settiche ed Imhoff ; inoltre, sarebbe importante effettuare corrette pratiche agronomiche di concimazione e regimare i liquami liquidi provenienti da possibili stoccaggi esistenti a monte che, spesso, non rispettano alcune semplici norme di igiene e sicurezza. E’ bene, però, non illuderci di poter portare a zero la carica batterica presente, data la superficialità delle nostre falde e la loro natura carsica ed un territorio comunque antropizzato, con tempi rapidissimi di passaggio dal suolo alla sorgente. Si nota, infatti, che non appena piove intensamente le sorgenti si ricaricano immediatamente e non c’è neanche una possibile capacità di autodepurazione che tenga in un tempo così stretto, parliamo, purtroppo, anche di poche ore. Gli interventi indicati sono comunque utili e da fare assolutamente per migliorare sempre più la situazione arrivando ad un optimum. In conclusione sarà, pertanto, necessaria, sempre e comunque, una disinfestazione delle acque della nostra sorgente Iermalle, a fronte dell’estrema vulnerabilità della stessa. Altro punto da sottolineare e combattere sono gli emungimenti dissennati della falda, tramite pozzi, da contrastare per la salvaguardia delle nostre sorgenti, con una indicazione ed estensione delle aree da proteggere in maniera assoluta. Tali emungimenti non fanno altro che abbassare il livello della falda, possono aumentare la concentrazione degli stessi inquinanti della falda stessa, oltre alla sicura diminuzione delle portate delle stesse sorgenti. A questo proposito sottolineo che non si conosce a fondo il bacino di alimentazione delle nostre sorgenti, anche se ipotizzabile e che si è in procinto di effettuare, discussione avviata già da tempo come amministrazione, uno studio idrogeologico e ricerca delle reali linee di percorrenza delle acque sotterranee, anche con traccianti chimici e punti di controllo, al fine di valutare con certezza le linee e tempi di percorrenza, dalle aree di alimentazione alla sorgente. Tutto ciò permetterà di definire al meglio le zone di salvaguardia per fini idropotabili e di tutela del bene acqua; a questo verranno necessariamente associate delle analisi dei suoli di partenza, disinnescando varie problematiche, al pari di quanto già fatto con il totale allontanamento della discarica del Farneto ( RSU ed altro… ), mi sembra il caso di sottolineare “Unico Comune della Provincia di Frosinone” ad aver operato in tal senso. In conclusione per quanto riguarda la qualità chimico-fisica delle acque campionate si conferma che le acque sorgive oggetto di monitoraggio presentano un “Buono stato chimico” secondo le procedure di valutazione definite dall’art. 4, D.Lgs. N. 30/2009. I dati passati permettono di classificare tutte le acque sorgive, oggetto d’indagine, da un punto di vista chimico, da medio minerali a minerali, data la natura carsica dei luoghi. Per contro, i valori microbiologici registrati durante il monitoraggio di dicembre 2018 evidenziano, in tutte le sorgenti indagate, acque caratterizzate da un certo inquinamento. I valori dei batteri individuati, essendo al di sopra dei limiti previsti dal D.Lgs. 31/2001, indicano che si tratta di acque non destinabili direttamente al consumo umano. D’altra parte gli stessi valori, se confrontati con quelli previsti dal D.Lgs. n. 152/1999, indicano che i campioni d’acqua prelevati si trovano al limite tra le categorie A1 – A2. Pertanto, tali acque possono essere potabilizzate con modesti interventi. Per il futuro è auspicabile proseguire con il monitoraggio delle sorgenti prese in considerazione, al fine di ottenere maggiori e approfondite informazioni riguardo l’evoluzione nel tempo della qualità delle acque analizzate, oltre che nella ovvia protezione delle sorgenti stesse secondo quanto indicato, nell’interesse di tutta la nostra comunità>>.
