I veri eroi sono immortali, perché lasciano una traccia indelebile sulla terra che hanno percorso.
A dimostrarlo è il Tenente Maurizio Simone, medaglia al valore aeronautico, che 33 anni fa consegnò la propria vita per salvarne un’altra. Un sacrificio ragionato da parte di un giovane militare di cui oggi si festeggia il coraggio, l’impegno e l’amore verso la famiglia e i commilitoni. Oggi, l’intera comunità sandonatese, ricorda quel fatidico 18 dicembre del 1985 a Guidonia, quando nel corso di un addestramento, il Tenente Maurizio Simone si rese conto che l’allievo Cosimo Cavallo era in grave difficoltà nell’esecuzione della manovra di apertura del paracadute. Non esitò un attimo, nel tentativo di portargli aiuto e si lanciò senza esitazione dal bimotore G-222 della 46esima Aerobrigata, prolungando la caduta libera sino all’impatto mortale con il suolo. Pochi giorni dopo, l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, su proposta del Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, concesse la medaglia d’oro a quel giovane mai dimenticato, soprattutto nei cuori dei familiari e degli amici storici di San Donato, dove è stato realizzato un monumento in sua memoria. Caterina Paglia
