Provincia – Schiuma bianca nel fiume Sacco, intervengono medici e Legambiente

Anna Ammanniti
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L’intera Valle del Sacco è avvelenata, notizia vecchia ma purtroppo sempre attuale, la problematica è annosa e ha sulle spalle circa 50 anni di comportamenti illegali, atti ad inquinare le acque del fiume Sacco seminando malattie e morte.

Gli ultimi fatti legati alla comparsa di densa schiuma bianca nel tratto di fiume a Ceccano e poi a seguire a Pofi, Castro dei Volsci, Pastena e Ceprano non sono altro che una conferma a ciò che si è sempre saputo: il fiume è altamente inquinato e vanno prese delle serie posizioni e dei seri  provvedimenti. Legambiente Lazio con il presidente Roberto Scacchi: “ Le immagini che continuano ad arrivare non lasciano dubbi sulla portata sempre più grave di un disastro per l’ecosistema fluviale di tutto il basso Lazio. Chiediamo una task-force delle forze dell’ordine per un’azione di controllo e repressione degli scarichi illegali e presidio del fiume”. Dopo la denuncia della scorsa settimana da parte dei cittadini di Ceccano, nel cuore della Valle del fiume Sacco sono continuati giornalmente gli episodi di schiuma fitta sull’asta fluviale. Dopo la denuncia e l’esposto di Legambiente mandato alla procura della Repubblica di Frosinone, continua l’inquinamento e sabato scorso il Sacco sembrava fatto di sola schiuma a Ceprano. “Dai risultati delle analisi chimiche, per le quali ringraziamo Arpa Lazio che le ha realizzate e rese pubbliche questa settimana con grande velocità e trasparenza, si evidenzia la presenza corposa di tensioattivi. Ora le autorità indaghino sulle cause per fermare questo disastro a partire dal Fiume Alabro, affluente di sinistra del Sacco dal quale ci arrivano segnalazioni e immagini di schiume che poi entrano nel corso principale. La schiuma è peraltro solo la manifestazione più evidente di uno stato grave, anche senza schiuma dal fiume esalano odori nauseabondi e questo succede da anni, non da ora. L’inquinamento del Sacco va fermato e intanto il Ministero dell’Ambiente deve battere un colpo sulla bonifica, per la quale perimetrazione abbiamo lavorato mesi e mesi con amministrazioni e associazioni, così come per il Contratto di Fiume che abbiamo firmato tutti insieme per immaginare e lavorare su un futuro migliore per la biodiversità e la sicurezza dai rischi idrogeologici.” L’inquinamento del Sacco riguarda mezzo Lazio e i circoli di Legambiente continuano a monitorare la situazione, dal circolo di Anagni (FR) a quello di Frosinone fino a quello di Minturno (LT) dove sta la foce del Fiume Garigliano, terminale di tutta l’acqua del bacino idrografico anche del Sacco. Il Fiume Sacco oltre a ricevere affluenti come l’Alabro, si immette nel corso del Fiume Liri che poi arriva nel Garigliano, fiume che solca il confine tra Lazio e Campania e sfocia nel Mar Tirreno a Minturno: tutto ciò fa, del bacino idrografico Sacco-Liri-Garigliano, il secondo del Lazio sulle provincie di Roma, Frosinone e Latina, un territorio tutto potenzialmente interessato dai fattori inquinanti che arrivano dall’area della Valle delle Sacco. Anche l’ Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone interviene sulla problematica. I recenti episodi, che hanno allarmato l’intera Valle del Sacco, preoccupano l’Ordine dei Medici che scende in campo in difesa dei cittadini e dell’ambiente, con il presidente Fabrizio Cristofari: “Mettiamo a disposizione tutta la nostra struttura, la nostra esperienza, la nostra conoscenza del territorio, per combattere una delle forme di inquinamento più odiosa e ripugnante. La salute dei cittadini sia se messa in pericolo dallo smog sia dalle acque avvelenate, è la nostra priorità. E, di fronte ad uno scenario dalle proporzioni smisurate, non possiamo che dare la nostra più completa disponibilità per tutelare l’intera popolazione. Di certo non staremo a guardare.  La grande mobilitazione, che ha attirato l’attenzione del Ministro dell’Ambiente Costa ci vede in prima linea assieme al Prefetto di Frosinone Portelli, ai tecnici dell’Arpa, alle squadre del reparto ambientale marino e ai carabinieri. I cittadini sono preoccupati e angosciati, a volte anche sfiduciati per le difficoltà a colpire chi inquina. Ma noi, Medici del territorio, siamo al loro fianco per dar loro fiducia e speranza che, alla fine, le Istituzioni, tutte assieme, sapranno contrastare il ripetersi di questi episodi e vincere questa battaglia monitorando in modo capillare il corso del fiume. Il disastro ambientale che minaccia il nostro territorio è di proporzioni allarmanti: ecco perché l’Ordine dei Medici ascolta con grande partecipazione e sensibilità il grido d’aiuto che proviene dai cittadini per fornire loro tutte le opportune risposte sanitarie che possano rassicurare il loro, e il nostro futuro”. Anna Ammanniti  
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