(di Anna Ammanniti) Una storia che ha fatto indignare il proprietario di un bar della città dei papi. Nessuna fattura da pagare al gestore idrico, conti pari allo zero, crediti uguali ai debiti, si è visto chiudere i rubinetti della sua attività, compromettendo non poco i suoi incassi.
È successo venerdì scorso, era poco prima di pranzo, l’esercizio pubblico impegnato nel lavoro quotidiano a un certo punto si è trovato con i rubinetti a secco. Non capendo cosa stava succedendo, il proprietario del bar è andato a controllare il contatore dell’acqua. La sorpresa unita a rabbia quando si è accorto che il lucchetto che chiudeva lo sportello del contatore dell’acqua era stato divelto, praticamente scassinato per sradicare il contatore stesso e applicare i sigilli ai tubi. Il proprietario è andato a Frosinone con tutta la documentazione e fatture pagate allo sportello di Acea. Dopo un tempo infinito di fila, prova a spiegare all’impiegato che lui ha sempre pagato le bollette e soprattutto chiede delucidazioni sul distacco del contatore, avvenuto con un metodo tanto inusuale. L’impiegato dice al barista che a loro risulta non pagata una bolletta di circa 200 euro del mese di luglio. L’uomo con infinita pazienza spiega di avere tutte le ricevute di pagamento e che sull’app MyAcea risulta che nulla deve al gestore, il suo stato debitorio è pari allo zero. Il personale Acea risponde che nulla si può fare e che deve andare al Comune per farsi rilasciare la certificazione degli scarichi e chiedere l’allaccio di un nuovo contatore. Dopo un rimpallo di responsabilità, con insistenza l’uomo ottiene di parlare con un dirigente Acea. Un’ulteriore verifica e il responsabile nel controllo riconosce l’errore di Acea e chiede scusa al barista, il distacco del contatore era stato fatto erroneamente e tramite comunicazione interna ha bloccato la procedura ed ha inviato il personale presso l’attività dell’utente per ripristinare il servizio. L’uomo non aveva debiti nei confronti di Acea e ingiustamente si è visto sradicare il contatore dell’acqua. La sua attività è stata chiusa fino al sabato per permettere il lavaggio dei macchinari, ha dovuto spiegare ai clienti il fatto e non si dà pace sul modo in cui gli operatori hanno agito scassinando il lucchetto e portando via il contatore. La sua attività si trova a pochi metri dal contatore stesso, gli operatori che procedono ai distacchi del contatore, che fanno parte di una ditta esterna, potevano entrare nel bar e chiedere le chiavi. A quel punto l’esercente avrebbe dimostrato di non aver nessuna fattura insoluta e non ci sarebbe stato bisogno di creare il panico totale alla sua attività. La rabbia sale ancora di più per il fatto che l’esercente si è visto tagliare l’utenza senza alcuna raccomandata che avvisava del distacco, inoltre anche se fosse stato insolvente di 200 euro, ha trovato assurdo chiudere totalmente l’acqua senza lasciare nemmeno il flusso minimo di sopravvivenza per bere. Acea vieta di apporre lucchetti, catene o qualsivoglia, li considera impedimenti volti a limitare o impedire l’accesso al manufatto di alloggio del contatore, però allo stesso modo nel regolamento specifica che “gli apparecchi (di misura) sono di proprietà del gestore, gli utenti ne sono i consegnatari e sono pertanto responsabili di qualunque manomissione o danno ad essi arrecato”. Quindi l’utente come dovrebbe comportarsi? Il buon senso vedeva l’operatore incaricato per il distacco di entrare nel bar e farsi consegnare le chiavi del lucchetto. Anna Ammanniti
