Provincia – Parà morto a Pisa, le indagini portano a Castro dei Volsci

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L’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, il paracadutista siracusano deceduto 18 anni anni fa all’interno della caserma <Gamerra> a Pisa, si ferma nella provincia ciociara.

Tra gli indagati infatti un ex militare che oggi abita con la sua fidanzata a Castro Dei Volsci. L’uomo, che ha 40 anni e che svolge il lavoro di montatore di film a Cinecittà, deve rispondere di omicidio volontario in concorso. Il caso è stato riaperto un anno fa a seguito della commissione d’inchiesta parlamentare. Secondo le accuse l’uomo nell’agosto del 1999, insieme agli altri due colleghi avrebbe avuto comportamenti di <nonnismo nei confronti di Scieri che era caduto dalla torre di asciugatura dei paracadute facendo un volo di oltre dieci metri>. Ultimamente gli agenti della squadra Mobile di Firenze, unitamente ai colleghi di Frosinone, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione domiciliare proprio a Castro dei Volsci. E proprio nel corso della perquisizione sarebbero state ritrovate delle foto risalenti al periodo in cui l’indagato prestava servizio militare a Pisa e nelle quali sarebbero raffigurate scene di violenza negli confronti degli altri commilitoni. Tra gli elementi che avrebbero portato la procura ad indagare sul 40enne, un libro scritto e pubblicato a sue spese dal titolo <Coscienza di piombo>. Un testo dove l’autore, tratta problematiche quali la guerra, il bullismo, il razzismo ma soprattutto il rimorso. Sopravvivere a comportamenti ingiustificabili genera rimorso. Secondo la procura Emanuele Scieri sarebbe stato vittima di una vera e propria aggressione da parte dei <nonni>. Ma c’è di più: il ragazzo che era stato lasciato per terra agonizzante avrebbe potuto essere salvato, invece per occultare il corpo era stato ricoperto da una tavola. Da qui l’accusa di omicidio volontario in concorso. L’uomo è difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria del foro di Pisa. A breve il pubblico ministero dovrebbe notificare la chiusura delle indagini. Marina Mingarelli (Foto dal web)
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