Anagni – Il consigliere Valeriano Tasca interviene sul ricorso al Tar per la chiusura del PPI

Anna Ammanniti
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Il consigliere comunale di minoranza Valeriano Tasca (Casapound) interviene sulla decisione del Tar di Latina di bocciare la sospensiva del provvedimento di chiusura del Punti di Primo Intervento.

Il consigliere Valeriano Tasca (Casapound Italia) si domanda perchè si parla di codice rosso se nel Punto di Primo Intervento non venivano trattati, perchè i sindaci degli altri territori non intervegono e come mai il sindaco Daniele Natalia da una battaglia nei confronti della Asl se non avesse riaperto il PPI, è passato a trattative ragionevoli. “Nessuna soluzione alternativa alla riapertura del PPI e alla richiesta in Regione di un Ospedale di Base con un Pronto Soccorso. Che fine hanno fatto i sindaci? Quanto accaduto con la questione del ricorso al Tar credo vada giudicato in maniera seria. Continuiamo a portare avanti una battaglia senza mezzi e senza organizzazione e il tutto si sta trasformando nell’ennesimo spot elettorale al quale CasaPound Italia si rifiuta di prendere parte. Ma alcune riflessioni politiche vanno fatte: l’avvocato De Vita afferma in un’intervista che il Tar non ha accettato la sospensiva del provvedimento di chiusura del PPI, perché era passato troppo tempo da quando era stato chiuso e che i cittadini si recano all’ospedale di Frosinone per i codici rossi. Prima di tutto il Punto di Primo Intervento non tratta i codici rossi, quindi a questo punto mi piacerebbe vedere cosa c’era scritto sul ricorso. Secondo poi, chiedo all’amministrazione perché è stato fatto passare tutto questo tempo dalla delibera di chiusura del PPI da parte della ASL per fare il ricorso. Cosa dobbiamo pensare? Che ancora una volta il Comune ha sbagliato tempi e modi? Eppure noi come CasaPound Italia da subito abbiamo sollecitato l’immediato ricorso al Tar e invece questo è stato fatto in ritardo per la sospensiva. Insomma manco a dire che mancano gli avvocati in questa amministrazione. Ho letto con meraviglia le dichiarazioni di Natalia dopo la visita alla Asl con alcuni membri del Comitato. Nell’articolo si legge che sarebbero state rappresentate alla ASL le esigenze del territorio e le soluzioni, ma di non aver parlato con Macchitella visto che non c’era. Quindi a chi le ha rappresentate il Sindaco? A cosa è servito andare alla ASL a trattare con chi non può prendere decisioni? Ma soprattutto, perché ad oggi parla solo il Sindaco di Anagni? Dove sono gli altri Sindaci? Leggo con ancora più meraviglia che di fatto la posizione del Sindaco è cambiata. Da una guerra totale alla Asl, dichiarata dopo la morte della nostra con cittadina, a un possibile tavolo di dialogo con la ASL per trovare “con ragionevolezza, una soluzione idonea”. E quale sarebbe la soluzione idonea se non quella almeno di far riaprire il PPI che la ASL ha chiuso? Personalmente mi trovo spiazzato visto che si era votato in Consiglio Comunale all’unanimità la diffida a Macchitella e il ricorso alle vie legali se non avesse riaperto il PPI. Se tutto ciò è cambiato il Sindaco deve incontrare tutti i capigruppo e spiegarci questo cambio di posizione, che naturalmente noi non accettiamo perché con la ASL il tempo del dialogo è finito. Questa infatti deve riaprire il Punto di Primo Intervento e poi la Regione deve darci un Ospedale di base con un Pronto Soccorso. Il tempo dei tavoli tecnici e della ragionevolezza é finito” Anna Ammanniti  
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