Sono state cancellate dalla toponomastica capitolina i primi nomi di due strade intitolare a chi firmò il “Manifesto della Razza”: si tratta di via Arturo Donaggio e via Edoardo Zavattari.
L’ intenzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, è quella di eliminare definitivamente tutti gli appellativi che riconducano a chi preparò e sottoscrisse il documento in questione. Già individuati 10 nomi, tutti appartenenti alle vittime della Shoah, che potrebbero essere sostitutivi: gli epiteti verranno definitivamente scelti ed ufficializzati nell’incontro che si terrà il 15 novembre, presso una scuola circostante, al quale parteciperanno gli studenti delle zone interessate, gli abitanti delle rispettive strade e la Comunità Ebraica. Il Manifesto venne ratificato da alcuni dei principali studiosi ed illustri ricercatori italiani, nonché docenti nei migliori atenei del periodo: diventò la base ideologica e pseudo-scientifica della politica del tempo. Edoardo Zavattari era un biologo ed Arturo Donaggio era un neuropsichiatra, il più anziano dei 10 scienziati che firmarono lo storico carteggio, pubblicato il 14 luglio 1938 su “Il Giornale d’Italia”. Oltre a Zavattari e Donaggio, il patologo Lino Businco, gli antropologi Lidio Cipriani e Guido Landra, il pediatra Leone Franzi, il patologo ed endocrinologo Nicola Pende, lo zoologo Marcello Ricci, lo statista e demografo Franco Savorgnan, il fisiologo e ricercatore Sabato Visco. Sara Pacitto
