Frosinone – UGL: “Infezioni in ospedale uccidono due volte di più degli incidenti stradali”

Francesca Merolle
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Secondo una stima dell’Istituto superiore di sanità,le infezioni ospedaliere mietono tra le 4500 e le 7000 vittime l’anno, contro le 3500 della strada” lo afferma il quotidiano la stampa il 18 nov. 2017.

Nei nostri ospedali purtroppo la Spending Rewiew attuata nell’ultimo decennio continua a mantenere il suo trend sulle pulizie e sanificazione delle strutture: “riduzione in tutti i sensi delle pulizie e sanificazione, che nonostante lo sbandierato superamento del disavanzo di Zingaretti: tutto permane!!! ALCUNI ESEMPI:
  1. CUP di Anagni unico servizio igienico per pazienti utenti con un’affluenza di circa 60/70 accessi giornalieri – le pulizie come in tutti i CUP sembrano essere effettuate 2 volte a settimana;
  2. Interi piani di degenza, le pulizie sanificazione vengono effettuate in “Step” di 3 ore di mattina e 3 di pomeriggio da un solo addetto, le cui conseguenze sono di facile immaginazione;
  3. Blocco Operatorio, Le 2 unità  per turno precedentemente preposte al plesso operatorio sono stati ridotti ad una sola unità, con l’aggravante di dover  sopperire in caso di necessità a tutti gli interventi di pulizia in emergenza, oltre che nelle camere operatorie e nelle sale parto, anche nei reparti:
  4. da tempo l’unico l’addetto alle pulizie e sanificazione delle sale operatorie,  deve sopperire all’esigenze dei reparti di degenza che ne fanno richiesta –  finanche all’UOC malattie infettive, per poi tornare a prestare la propria attività nelle sale operatorie, veicolando verosimilmente infezioni nell’ambito operatorio il cui rischio di contagio per i pazienti in fase d’intervento chirurgico e/o post e pre/intervento non è da escludere;
  5. sempre più frequenti sono i contagi di  malattie per gli infermieri, patologie da decenni debellate ed oggi insistentemente ricomparse;
  6. in alcuni reparti risulterebbe che si siano manifestate infezioni da  “clostridium” tipico contagio negli ambienti sanitari, che si sviluppa e aggredisce l’organismo soprattutto nella fase dell’indebolimento del sistema
Un prezzo salato per la salute dei paziente e dei professionisti, ma anche per le malandate casse regionali. Se si considera che, secondo uno studio del Ceis dell’Università Tor Vergata di Roma per ogni infezione ospedaliera, si stima un costo tra i 9000 e i 10.500 euro, moltiplicato per gli eventi avversi (risarcimenti – implemento dei giorni di ricovero) di sicuro i costi incidono sulle casse regionale di gran lunga di più, che incrementare l’igiene e sanificazione nelle strutture sanitarie. Ovvio, che la scarsa igiene non è l’unica causa delle infezioni ospedaliere, ma certo influente alla causa, motivo per la scrivente nel fare richiesta di accesso agli atti al C.I.O. (Comitato Infezioni Ospedaliere) poiché l’eventuale elevato numero delle infezioni ospedaliere si traducono in costi e danni per la collettività. (Fonte comunicato stampa)
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