Pubblicate nei giorni scorsi sul sito del Comune le due determinazioni del responsabile del Settore Affari Generali dell’ente con le quali vengono affidati due incarichi ad altrettanti studi legali, per l’avvio di procedure civilistiche di recupero morosità degli affitti e delle spese connesse, sia per quanto concerne i locali ad uso abitativo, sia per quanto riguarda locali produttivi di proprietà del Comune.
Ad oggi, infatti, stando alle cifre citate nei due atti, il Comune di Alatri è proprietario di ben 48 alloggi di edilizia residenziali pubblica e di altre unità immobiliari non abitative. Risulta che il Comune ha ceduto in locazione queste proprietà ma che esistono numerosi casi di inadempienza da parte degli affittuari, con gravi casi di “morosità persistente” da cui derivano ovviamente crediti al Comune. E’ così che l’ente ha deciso di procedere al recupero del mancato incasso o, quantomeno, di provarci. E c’è di più. E’ venuto fuori, infatti, che in alcuni casi i relativi contratti di locazione sono scaduti o, in qualche caso, “non rinvenuti”. Per questo si sta procedendo anche ad una ricognizione generale per ricostruire la situazione ad oggi. Ad aggravare la situazione ci sono anche i continui solleciti da parte dei vari amministratori dei condomini nei quali ricadono alcuni degli immobili comunali, che chiedono conto al Comune delle spese non corrisposte dagli inquilini anche in virtù del fatto che l’unico obbligato al pagamento degli oneri condominiali è il proprietario, quindi il Comune. Alcuni di questi solleciti verso il Comune sono addirittura divenuti azione giudiziaria nei confronti dell’ente. Per quanto riguarda le abitazioni, di 48 sono stati analizzati inizialmente 20 alloggi e il cinquanta per cento, ovvero 10, possono essere considerati “morosi persistenti”. Stessa procedura per ciò che concerne tre locali produttivi di proprietà del Comune; anche in questo caso sono stati rilevate morosità di lungo periodo, in particolare nel centro storico, sui quali ora il Comune tenta l’azione legale. Entrambi gli affidamenti non comporteranno spese dirette per l’ente, dal momento che, come si legge nelle determinazioni, ”i compensi e le spese saranno quelli che il giudice liquiderà per ogni singolo procedimento”. Inutile sottolineare che quello che può sembrare un tardivo inasprimento da parte del Comune, quasi certamente scaturisce anche dalle nuove prescrizioni contenute nel Piano di rientro pluriennale a cui l’ente è sottoposto da quest’anno. Andrea Tagliaferri
