Nulla di fatto per chi prefigurava una crisi in maggioranza. Tommasina Raponi vota a favore, Maggi si Astiene e la squadra tiene. Interventi infuocati delle opposizioni. Borrelli: “Andiamo tutti dal Notaio, dimettiamoci e liberiamo la città”.

Lungo e infuocato consiglio comunale quello di oggi ad Alatri, iniziato alle ore 9 del mattino e terminato alle 16,30, con una seduta fiume. L’argomento era centrale, con l’approvazione del bilancio preventivo 2018-2020, e vista la seduta scorsa rimandata per mancanza di numero legale, tutto faceva supporre scintille che ci sono state ma non hanno portato ad alcuna crisi. Anzi, con il voto 9 a 7 ed un solo astenuto (
Maurizio Maggi) Giuseppe Morini ne esce quasi rafforzato, dato che
Tommasina Raponi ha dichiarato di aver registrato il cambio di passo tanto atteso, in particolare dopo l’approvazione del Piano di Riequilibrio. Ricordiamo, infatti, che pochi giorni fa il Sindaco aveva annunciato alla città l’approvazione da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio decennale con l’arrivo, a breve, di 8 milioni di euro nelle casse comunali che azzerano il debito e il deficit e, parole del sindaco, “
permetteranno alla città di volare alto, di programmare il futuro e di mantenere i conti in ordine mettendo fine ai problemi ereditati degli ultimi venti anni”. A questa dichiarazione forte fanno opposizione quelle altrettanto forti degli esponenti delle minoranze, tra tutti le più infuocate quelle di Tarquini, Borrelli e Iannarilli, anche se in realtà tutti anche Addesse e Pavia hanno sparato a zero sull’amministrazione “
colpevole di aver affossato la città e di averle inferto il colpo di grazia con il predissesto”. La cosa strana, infatti, è la netta differenza di giudizio sul piano di riequilibrio, ritenuto dalle opposizioni una “iattura” per usare il termine di Gianluca Borrelli da tutti i consiglieri di opposizione e considerato la salvezza e la ripartenza da Sindaco e consiglieri di maggioranza. È stato Maggi, poi, nel suo intervento a chiarire i motivi del gesto che alla prima convocazione due giorni fa lo ha portato a uscire dall’aula al momento del voto: “
l’ho fatto perché mi sono stancato di essere quello critico assieme alla Raponi ma poi vederla scomparire sempre per motivi diversi nei momenti cruciali”. Maggi ha lanciato un
ultimatum al Sindaco, o rimpasto e conseguente cambio di passo o lascerà definitivamente la maggioranza passando all’opposizione. Per oggi, intanto, Maggi si è astenuto sul bilancio rimandando all’approvazione del consuntivo (maggio-giugno) l’ultima decisione.
And. Tag.