Muore in ospedale dopo quattro giorni dal suo ricovero, la famiglia a distanza di un anno chiede ancora di sapere la verità.
Il PM che ha seguito l’inchiesta ha chiesto l’archiviazione del caso perchè non avrebbe ravvisato elementi che potessero portare ad un eventuale rinvio a giudizio. Il legale della famiglia Luigi Tozzi ha già presentato opposizione ed ha chiesto al giudice una proroga delle indagini. I fatti si riferiscono all’ottobre del 2017 quando un pensionato di 65 anni in grave stato confusionale, era stato accompagnato in ospedale dalla moglie e dal figlio maggiore. L’uomo era stato collocato su una barella davanti all’infermeria. Su quella barella era rimasto per quattro giorni fino al momento del decesso. Il giorno della sua morte la moglie si era recata a trovarlo, ma non appena lo aveva visto aveva notato che il marito faceva schiuma bianca dalla bocca. Soccorso dal personale medico il coniuge era morto mentre i sanitari tentavano di rianimarlo. L’esame autoptico aveva evidenziato un decesso per infarto acuto a seguito di un edema polmonare. Secondo il legale però qualcuno aveva peccato di negligenza e di imperizia. <Bisognava ampliare – ha riferito il legale lo spettro delle indagini cercando di individuare tutti i soggetti responsabili che a fronte di grave imperizia e negligenza confusionale lasciarono in completo abbandono un soggetto gravato da molteplici patologie ed in stato confusionale in mezzo ad un corridoio. L’evento cardiaco acuto ed improvviso potrebbe essere ricondotto alla sofferenza patita in un ambiente non idoneo alla sua patologia>. Mar.Ming.
