Anagni – Civis: ex ospedale, impianti RIR e vendita immobile: due questioni sottovalutate

Anna Ammanniti
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L’Associazione CIVIS di Ferentino torna sulla questione ex ospedale di Anagni, parlando della sua vendita e degli impianti a rischio incidenti rilevante e ad alto rischio incidente rilevante, presenti sul territorio anagnino.

Nella città dei papi infatti sono ben operativi sette impianti industriali, di cui quattro a rischio incidenti rilevante e tre ad alto rischio incidente rilevante, già questo un motivo per cui la città debba essere provvista di pronto soccorso, come tra l’altro riportato nei piani sicurezza, depositati in Prefettura, dalle stesse fabbriche. Dopo di che un’altra vicenda che vede sempre coinvolta la ex struttura ospedaliera, ossia una legge regionale passata il 18 settembre scorso in Regione. La legge n.55 con la quale gli immobili ex strutture ospedaliere possono essere vendute. Di seguito la nota stampa di Civis. “Il Consiglio Comunale di Anagni nella seduta del 14 Settembre ha approvato una delibera nella quale si legge che “Nel territorio del Comune di Anagni sono presenti sette stabilimenti a Rischio Incidente Rilevante RIR ricadenti nella fattispecie di cui al DLgs 105/2015; tre di detti impianti sono ad alto rischio di incidente rilevante di cui alla Direttiva “Seveso”; nei piani di Emergenza Esterna depositati dalla tre aziende presso la prefettura di Frosinone viene indicato il pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Anagni quale presidio di riferimento nel caso di maxiemergenza fase ospedaliera”. Ed ancora che: –“debba essere affrontato in maniera appropriata il problema dei sette stabilimenti a rischio Seveso di cui 3 a elevatissimo RIR che riguarda sia i lavoratori dipendenti che le popolazioni delle aree circostanti”; – “delibera (…..) di avviare la procedura per la revisione del Piano di Protezione Civile del Comune di Anagni”. In particolare quest’ultimo punto testimonia del fatto che il Consiglio Comunale ha recepito quanto rappresentato da Civis nel comunicato del 15 Luglio scorso (su www.civisferentino.eu) , nel quale indicavamo che: “Se i Piani di Emergenza pubblicati dalla Prefettura non sono aggiornati, pure il Piano di Protezione Civile di Anagni, ben più recente, mostra qualche pecca visto che nel capitolo 1.4) Servizi Sanitari (pag.7) viene descritta come struttura di sanitaria attiva l’Ospedale di Anagni, con pronto soccorso e reparti di Cardiologia, Medicina Generale, Ortopedia, Urologia, Chirurgia. http://www.comune.anagni.fr.it/archivio2_aree-tematiche_0_93.html . Solo che tutto questo non esiste più.”. Nello stesso comunicato Civis riproponeva, dopo averlo fatto fin dal 2015, la questione degli impianti RIR come uno degli argomenti decisivi sui quali basare l’azione per evitare la definitiva chiusura del presidio sanitario. Siamo, perciò, soddisfatti che l’attuale Consiglio Comunale abbia recepito quanto esposto da Civis, a differenza della precedente amministrazione e degli altri soggetti impegnati nelle iniziative riguardanti l’ex ospedale di Anagni (associazioni, sindacati, ecc.) che fino ad oggi avevano totalmente ignorato le ragioni addotte dalla nostra associazione. Ci sembra, però, che nell’attualità sia l’amministrazione comunale sia gli altri attori della vicenda, stiano sottovalutando il tema della possibile, anzi probabile, vendita dell’immobile dell’ex Ospedale di Anagni, vendita che costituisce un’opportunità per conseguire la realizzazione di un nuovo pronto soccorso; di ciò non c’è traccia nella delibera comunale quando invece può essere avanzata alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone una concreta proposta d’intervento. Infatti, il Consiglio della Regione Lazio proprio nella seduta di ieri ha approvato l’Art.30 della Legge Regionale n.55 che prevede la cessione degli immobili della SAN.IM, fra cui l’ospedale di Anagni, alle ASL che ne avevano l’utilizzo ed il possesso (cfr resoconto pag.65 e 66 al link: http://www.consiglio.regione.lazio.it/binary/consiglio_regionale/tbl_lavori_aula_resoconti2/XI_seduta_n.010_5_del_18.09.18.pdf ) La norma approvata dal Consiglio Regionale ha la finalità di “consentire la realizzazione di politiche di patrimonializzazione e valorizzazione finora precluse”; in buona sostanza le ASL potranno vendere le strutture sanitarie che non utilizzano più per fare cassa. Il valore dell’ex ospedale di Anagni, ormai del tutto dismesso dopo la chiusura del PPI nel Luglio scorso quindi assai appetibile per operazioni di valorizzazione immobiliare, è indicato in 11,5 milioni di Euro, come risulta dai bilanci della ASL di Frosinone: circa 900 €/mq quando il valore degli immobili residenziali in Anagni è di circa 2.000 €/mq, e di quelli commerciali di 2.500 €/mq.Anche solo la metà del ricavato della vendita al valore fissato dalla ASL consentirebbe la realizzazione di un nuovo Pronto Soccorso, in altra sede, completo di tutti i presidi ed attrezzature necessarie. Finora, però, pur essendo ormai nota la possibilità di alienazione dell’immobile, né il Comune né altri soggetti hanno formalmente avanzato tale proposta alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone: vincolare parte del ricavo della vendita alla costruzione di un nuovo Pronto Soccorso. Serve un atto o provvedimento amministrativo che disponga l’avvio di un procedimento volto a conseguire questo risultato e che impegni gli enti coinvolti, e non chiacchiere come già se ne fanno e sono ne sono fatte in passato, troppe ed inutili. Non vorremmo che, così come avvenuto per la questione degli impianti RIR, l’opportunità venisse ignorata o sottovalutata per anni, salvo rammentarsene quando ormai è troppo tardi.” Anna Ammanniti  
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