Nella serata di giovedì scorso, durante lo svolgimento di un evento nella Sala della Ragione del Palazzo Comunale, una musicista è stata colta da un malore. Momenti di panico, per i presenti, Anagni è senza un ospedale, senza un pronto soccorso, senza un punto di primo intervento, quindi dove portarla?
I genitori della ragazza, persone provenienti dalla Calabria, sono rimasti sorpresi quando hanno appreso che una cittadina come Anagni è senza una struttura ospedaliera. L’assessore alla Cultura Carlo Marino che era al concerto, ha allertato il 118 che prontamente è arrivato sul posto, ma ovviamente senza dottore a bordo. L’assessore ha dovuto chiedere agli operatori del 118 di portare la ragazza al pronto soccorso di Colleferro e non Frosinone, perché erano persone di fuori e non potevano fare lunghissime ore di fila allo Spaziani del capoluogo ciociaro. E’ una situazione totalmente assurda, snobbata dalla politica regionale e dalla Asl di Frosinone. Continuano a rifiutare il fatto che l’area nord è completamente scoperta da assistenza sanitaria legata all’emergenza ed urgenza. Il dott. Antonio Necci, coordinatore della Lista civica medici e ambiente è tornato sulla triste vicenda di giovedì sera, del malore alla musicista calabrese. “Dobbiamo ritornare, come era purtroppo prevedibile, sull’angosciante vicenda della sciagurata soppressione del Punto di Primo Intervento di Anagni, e della sua assurda sostituzione con un inutile ambulatorio Pat. Nella serata del 23.08.18 una musicista durante un evento presso la sala della Ragione del Comune di Anagni è stata colta da un malore, ed è stata trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Colleferro. Fortunatamente pare che le condizioni della signora siano migliorate. Ma questa è ancora l’ennesima riprova sia della gravità dell’iniziativa assunta nel chiudere il Punto di Primo Intervento di Anagni, sia nell’affronto sferrato a tutto al nord della provincia nel propinargli l’ottusa consolazione del Pat, come se gli abitanti della zona nord fossero dei totali sciocchi incapaci di capire le turlupinature. Dopo il tragico evento del 19.07.18 (ndr la morte di Annamaria) e delle continue prove di inadeguatezza delle decisioni della Asl, ci si chiede cosa aspettino i responsabili dell’organizzazione sanitaria a fare marcia indietro riattivando il PPI e chiudendo il Pat, prima che ci siano altre gravi conseguenze. Noi avversiamo da sempre questa scellerata situazione, e ci rivolgiamo quindi a tutti quelli che sono con noi su questa stessa battaglia, per riorganizzarci insieme in iniziative ed azioni che riconsegnino al nostro popolo di alta e antica cultura i servizi sanitari e soprattutto il rispetto che gli si deve.” Anna Ammanniti
