Si sono svolti oggi pomeriggio, presso la chiesa di San Ciro, i funerali dell’ingegner Antonio Facchini, ex dirigente del Comune di Sora. Per l’ultimo saluto in tanti hanno partecipato alla cerimonia officiata da don Donato Piacentini. Al termine della funzione sono state lette le commoventi lettere del comandante della Polizia locale Rocco Dei Cicchi e dell’ingegner Eugenia Tersigni.

Queste le parole del comandante
Dei Cicchi: “Ingegnere Facchini, cosi come ero abituato a chiamarti nella quotidianità, ti chiamo anche oggi, in questo particolare momento di saluto. Saluto che, con il consenso del sig. sindaco e di riflesso di tutta la città di Sora, la polizia municipale e l’amministrazione comunale hanno ritenuto doveroso farti in alta uniforme. Un gesto sentito per i 7 anni di lavoro insieme nei quali hai ricoperto il ruolo di dirigente amministrativo del corpo di Polizia municipale. Di solito il giorno del tuo compleanno mi venivi a cercare per offrirmi il caffè. Purtroppo sabato mattina, per strana ma riflessiva coincidenza, non eri tu a cercarmi ma la triste notizia. Anzichè condividere un momento di gioia dovevamo condividere un momento di tristezza. Sei andato via in silenzio, coerente fino alla fine al tuo modo di essere e di vivere, non passavano tre giorni che mi venivi a cercare in ufficio per offrirmi il caffè e aggiornarmi sul tuo percorso di gestione della malattia. Lunedì mattina non mi hai trovato, sei ripassato nel pomeriggio, abbiamo preso un caffè e ci siamo salutati. Mercoledì dovevi subire l’intervento. Eri forte, sereno. Nessuno in quel momento ha pensato che quel saluto era un addio.
Oggi la città purtroppo è rimasta attonita, sconcertata di fronte ad un destino tanto crudele e sicuramente non meritato. Con commozione tutti quelli che hanno avuto la fortuna di collaborare con te, di lavorare al tuo fianco difronte la tua scrivania, hanno pensato ai tanti momenti condivisi insieme, ai problemi affrontati, alle criticità fronteggiate preoccupati e felici, protagonisti e spettatori di una quotidianità sempre condivisa, sia nel bene che nel male. Compagni di viaggio in un percorso a volte tortuoso ma sempre e comunque volto a dare il massimo ed a fare il meglio per la città ed al servizio del cittadino. Alla luce di questi ricordi, di questi momenti vissuti insieme, vogliamo ricordarti e salutarti con affetto pieno di forza e nella luce del signore, vederti sorridente e felice. Richiamandomi all’omelia di papa Francesco che, di recente, a colloquio con gli astronauti dell’orbita spaziale, a domanda sulle motivazioni che li avevano spinti a salire in orbita, si è sentito rispondere da uno di loro: “per guardare la terra dagli occhi di Dio”. Ecco, tu sei salito al cielo spinto da motivazioni diverse ma pur sempre per guardarci con gli occhi di Dio. Ed allora da questa nuova luce, da questo nuovo immenso sguardo, ti chiediamo: continua ad illuminare il futuro di coloro che ti sono stati vicini e continua a infondere in noi la consapevolezza di una vita senza fine. Guidarci con sostegno nel nostro cammino sia nella vita privata che pubblica. Ciao ingegnere! E’ cosi che la polizia locale di Sora ti saluta, col saluto ordinario di sempre”.

A chiudere la cerimonia le toccanti parole dell’ingegnere del Comune di Sora,
Eugenia Tersigni: “In questo momento di perdita, di tristezza e di dolore, che tanto ha turbato i nostri cuori, riteniamo doveroso ricordare l’ingegnere Facchini, che per tanti anni è stato non solo il nostro dirigente ma anche un amico, attento e presente, con cui confrontarsi e parlare. Discreto, rispettoso e riservato nel suo modo di essere, Antonio è stato accanto a tutti noi nelle situazioni più disparate. Tantissimi i momenti condivisi, le esperienze vissute, i problemi affrontati… impossibili ricordarli tutti! Abbiamo vissuto insieme, fianco a fianco, ognuno per il proprio ruolo, la quotidianità di uffici impegnativi, pieni di casi da risolvere e risposte da dare. Una realtà lavorativa in trincea, sempre con qualche nuova sfida da affrontare e con una matassa da districare, sempre in combattimento di fronte ad urgenze ed emergenze che non potevano mai aspettare, sempre a cercare di dare il massimo. Antonio è stato una guida, un faro di equilibrio e ponderatezza, un punto di riferimento, un uomo che ha cercato di trovare in ogni circostanza la via giusta, quella più opportuna che tenesse in considerazione tutto, che analizzasse i pro ed i contro e che smussasse gli angoli. Era fatto così! Un timoniere che guardava dall’alto e che lasciava fare ma che, al contempo, non esitava ad intervenire con acume ed intelligenza nei momenti giusti. Insieme abbiamo riso e pianto, ci siamo preoccupati ed abbiamo raggiunto risultati di cui essere fieri, abbiamo lavorato tanto, ma siamo anche cresciuti e maturati, accumulando esperienze ed imparando a conoscerci. Oberati da un lavoro senza fine, abbiamo vissuto anche momenti indimenticabili di spensieratezza e di felicità. Potremmo raccontare per ore anni di episodi, potremmo commuoverci persi tra infiniti ricordi di cose passate, potremmo parlare senza fine.
Basti solo richiamare alla mente le tante emergenze affrontate di notte e di giorno, dalle alluvioni ai terremoti, del vento alla neve, sempre di corsa, sempre senza sosta. Giorni interi vissuti fianco a fianco, con la preoccupazione e l’ansia nel cuore, per fare il massimo, per non sbagliare, per tutelare tutti. Antonio c’era. C’era sempre. Lì al nostro fianco, in silenzio. Ci lasciava fare, lasciandoci crescere professionalmente e personalmente, ma supervisionava tutto, pronto ad intervenire in caso di necessità. Mai distratto. Mai superficiale. Poi si è avvicinata la pensione, un traguardo all’orizzonte ed al contempo tanti progetti, tante cose da fare e rimandate per mancanza di tempo, tanti desideri da realizzare. Abbiamo parlato del “dopo comune”, infinite volte… ridendo e scherzando su questa nuova vita più serena e spensierata da lasciare spazio e possibilità per dedicarsi anche ad altro che non fosse sempre e soltanto lavoro. “Sarò sempre il vostro dirigente e verrò comunque a salutarvi…” ci ripeteva in continuazione. È stato di parola! Nonostante la malattia e le terapie è sempre passato in comune, non ci ha dimenticato. Due chiacchiere, una battuta buttata là, gli aggiornamenti sulla sua battaglia personale, sempre un sorriso, una stretta di mano, una pacca sulla spalla. Sembrava quasi dare lui conforto a noi, con forza e serenità proprie di chi, con determinazione e speranza, vuole andare avanti ed è pronto a lottare. Poi la telefonata… quella fatta a tanti di noi… “Domani vado ad operarmi…ci tenevo a salutarti!” poche parole, classiche di quel suo modo di fare sempre un po’ schivo, poche parole che volevano dimostrare l’affetto, l’amicizia, la stima. Nessuno di noi ha pensato che quella fosse l’ultima telefonata, nessuno poteva immaginare che quella chiamata fosse un addio. Impossibile valutare il verificarsi di simili eventi, di un futuro così triste. Invece il destino è stato crudele e non ha lasciato prova di appello. Una realtà inaspettata che colma il cuore di ognuno di un dolore immenso ed una tristezza senza fine. Oggi, con gli occhi velati di lacrime, vogliamo salutati noi Antonio! Vogliamo dirti che non possiamo immaginare come sarà il futuro senza i tuoi consigli e le tue visite, senza le tue chiacchiere e le tue valutazioni, attente e perspicaci in ogni circostanza. Oggi vogliamo abbracciarti forte noi Antonio per dirti a gran voce che ti vogliamo bene e che ci mancherai veramente tanto!”.
Red.