Operazione “Mastro Pastaio”: macchinari e marchio sottratti al fallimento, sequestrato storico pastificio reatino

utente789
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La Guardia di Finanza di Rieti individua in provincia di Arezzo l’intera linea di produzione e il brand di una nota azienda locale dichiarata insolvente. L’ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione.

Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Rieti e della Procura della Repubblica reatina ha portato al sequestro d’urgenza dell’intera linea industriale e del marchio commerciale appartenuti a uno storico pastificio del Reatino. L’indagine, battezzata “Mastro Pastaio”, accende i riflettori sulla fine di un’azienda che per anni ha rappresentato un pilastro dell’economia e dell’occupazione locale. Prima di essere sottoposto a liquidazione giudiziale nel marzo del 2025, il pastificio – specializzato nella produzione di pasta fresca e ripiena commercializzata sia nel Lazio che in altre regioni d’Italia – arrivava a sviluppare un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, impiegando oltre 40 dipendenti. Il “giallo” dei macchinari scomparsi Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rieti attraverso sopralluoghi, verifiche documentali ed escussioni testimoniali, sono scattate a seguito delle incongruenze emerse durante le procedure concorsuali. All’atto dell’inventario da parte degli organi fallimentari, la catena di montaggio e il marchio societario erano letteralmente spariti dai locali dell’azienda insolvente. Grazie anche alla stretta collaborazione fornita dal curatore della liquidazione giudiziale, le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire l’articolata “fuoriuscita” dei beni patrimoniali. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’intera linea produttiva – composta da presse, pastorizzatori, sistemi di raffreddamento, confezionatrici, etichettatrici, sterilizzatori, taglierine, calibratori e stampi – era stata trasferita mediante documenti di trasporto, ma in totale assenza di fatture di vendita, corrispettivi tracciabili o contratti validi. Il ritrovamento nell’Aretino Seguendo le tracce delle attrezzature, i finanzieri sono riusciti a localizzare sia il marchio che l’impianto completo presso un pastificio-laboratorio artigianale operante nello stesso settore, situato in provincia di Arezzo. Il valore complessivo dei beni e del brand sequestrati non è stato ancora quantificato con esattezza, ma appare di notevole entità, considerata la completezza dell’impianto industriale e la notorietà acquisita dal marchio sul mercato negli anni di attività. L’ipotesi di bancarotta fraudolenta Il provvedimento di sequestro è stato emesso con l’obiettivo prioritario di bloccare la dispersione del patrimonio aziendale e tutelare la massa dei creditori rimasti insoddisfatti a seguito del crack. L’ipotesi di reato su cui si concentrano gli approfondimenti della Procura e della Guardia di Finanza è quella di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione. Le indagini proseguono per delineare con esattezza le responsabilità e le modalità con cui è stata orchestrata la sottrazione degli asset aziendali.
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