Terracina – Cornetti rubati al bar: quando la “bravata” diventa microcriminalità

utente789
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Cornetti rubati al bar “Big Ben” di Terracina, l’ennesimo campanello d’allarme: la città alle prese con le baby bravate che sfociano nella microcriminalità.

Una colazione rubata potrebbe sembrare una semplice ragazzata. Ma quando dietro ci sono un furto, atti di inciviltà e totale mancanza di rispetto per chi lavora, la vicenda assume ben altro significato. È quanto accaduto ieri mattina davanti al bar Big Ben di Terracina, dove un gruppo di giovani ha portato via due scatoloni pieni di cornetti e paste destinati alla clientela, lasciando poi sul piazzale bottiglie, cartoni della pizza e altri rifiuti. Il fatto è avvenuto intorno alle cinque del mattino. Il pasticciere aveva appena lasciato gli scatoloni davanti all’ingresso del locale, come avviene abitualmente, quando i ragazzi hanno deciso di impossessarsene, consumando la colazione senza pagare nemmeno un euro. Un gesto che va ben oltre il valore economico della refurtiva. A essere colpito è il lavoro di chi ogni notte si alza all’alba per garantire un servizio alla città. E a preoccupare è soprattutto la leggerezza con cui simili episodi vengono messi in atto. Secondo quanto riferito dal titolare del locale, Valerio Viglianti, gli autori sarebbero giovani provenienti da famiglie benestanti che trascorrono le vacanze estive nelle seconde case di Terracina. «Se fossero stati ragazzi che avevano fame, sarei stato io il primo a offrire loro la colazione. Qui, invece, siamo di fronte all’ennesimo comportamento delinquenziale che non può essere tollerato», ha dichiarato il commerciante. Le sue parole fotografano un malessere che molti operatori economici denunciano da tempo. Non si tratta soltanto di un furto di poche decine di cornetti, ma di un clima di crescente disprezzo verso le regole della convivenza civile. Piccoli furti, vandalismi, rifiuti abbandonati, schiamazzi notturni e danneggiamenti rappresentano episodi che, se ripetuti, finiscono per incidere sulla percezione di sicurezza e sulla qualità della vita della comunità. È importante evitare facili generalizzazioni: la stragrande maggioranza dei ragazzi vive l’estate con senso di responsabilità e rispetto. Proprio per questo, comportamenti come quello avvenuto al Big Ben meritano di essere condannati con fermezza. Liquidarli come semplici bravate rischia infatti di minimizzare gesti che restano illeciti e che producono un danno concreto a chi lavora onestamente. L’episodio di ieri rappresenta quindi un nuovo campanello d’allarme. La risposta spetta certamente alle forze dell’ordine, ma anche alle famiglie, alla scuola e all’intera comunità educante. Perché il rispetto delle regole non può andare in vacanza e il confine tra una bravata e la microcriminalità è molto più sottile di quanto qualcuno voglia far credere.
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