Ferentino – Dà fuoco a una legnaia per ritorsione, ma perde il cellulare tra le ceneri: 40enne incastrato e arrestato dai Carabinieri

utente789
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Una vendetta trasversale nata per futili motivi e finita nel peggiore dei modi per l’autore.

Un 40enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari — con l’applicazione del braccialetto elettronico — emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio. ​La notte dei roghi ​I fatti risalgono alla notte dello scorso 29 marzo 2026. In quella circostanza, la quiete di Ferentino era stata bruscamente interrotta da due distinti incendi divampati a breve distanza l’uno dall’altro in Via Paolo Borsellino e Via Vasciotte. ​Il primo rogo aveva interessato la sala condominiale di uno stabile ATER, mentre il secondo aveva distrutto parzialmente una legnaia di proprietà di una donna di 76 anni. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco di Frosinone, le fiamme erano state domate prima di causare danni ingenti o conseguenze drammatiche per le persone, limitandosi a danneggiare alcuni arredi. ​L’errore fatale: quel cellulare dimenticato nella cenere ​Immediate le indagini avviate dai militari della Stazione Carabinieri di Ferentino, supportati dal personale del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile. L’attività investigativa si è mossa su un doppio binario: da un lato l’analisi certosina delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza della zona, dall’altro i rilievi scientifici sul campo. ​Ed è proprio durante il sopralluogo all’interno della legnaia incendiata che la svolta investigativa ha preso forma. Tra i resti e la cenere, i Carabinieri hanno rinvenuto un telefono cellulare parzialmente sciolto dalle fiamme: a perderlo, durante la precipitosa fuga, era stato proprio l’indagato. ​Il movente e la perquisizione ​Gli accertamenti successivi hanno permesso di chiudere il cerchio attorno al 40enne. Le telecamere di sicurezza avevano immortalato ogni fase dell’azione delittuosa e, nel corso di una mirata perquisizione domiciliare, i militari hanno ritrovato e sequestrato gli stessi abiti che l’uomo indossava la notte dell’incendio. ​Gli inquirenti hanno così ricostruito anche il movente del gesto, riconducibile a una vera e propria ritorsione: poco prima di appiccare il fuoco, l’indagato aveva avuto un’accesa lite per motivi futili con il nipote della 76enne proprietaria della legnaia. ​Al termine delle formalità di rito disposte dall’Autorità Giudiziaria, il quarantenne è stato condotto presso la propria abitazione, dove sconterà la misura cautelare degli arresti domiciliari sotto il costante monitoraggio del controllo elettronico a distanza.
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