Dal 23 al 29 agosto 2026, la XVII edizione del Festival delle Storie trasforma i borghi del Lazio meridionale in un palcoscenico a cielo aperto. Un omaggio alla natura e alla parola condivisa, ispirato all’inno più antico della nostra letteratura.
C’è un angolo d’Italia, incastonato tra le cime di Montecassino e il Parco Nazionale d’Abruzzo, dove la tecnologia si spegne e la voce torna a essere la protagonista assoluta. È la Valle di Comino, che anche quest’anno, come accade dal 2009, si prepara ad accogliere il Festival delle Storie. Niente schermi, niente streaming, nessuna cuffia: la XVII edizione del festival conferma la sua formula vincente, che è insieme una scommessa e un atto di resistenza culturale. Qui, per salire sul palco, serve una sola cosa: avere una buona storia da raccontare. Un viaggio lungo il Cantico Per l’edizione 2026, il festival ha scelto un filo conduttore di straordinaria bellezza e profondità: il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. In un momento storico in cui il rapporto con l’ambiente è al centro del dibattito globale, il festival sceglie di tornare all’origine del pensiero ecologico occidentale, celebrando l’inno di un uomo che, in un tugurio vicino a San Damiano, vedeva il sole come “fratello” e la terra come “madre”. Il programma si articola come una vera e propria mappa narrativa: sette borghi, sette serate e sette creature del Cantico. Ogni tappa è dedicata a un elemento, creando un mosaico di incontri che spaziano tra musica, letteratura, scienza e sport. Il programma: una mappa in sette tappe 23 agosto, San Donato: Fratello Sole 24 agosto, Gallinaro: Sorella Acqua 25 agosto, Settefrati: Vento, Aria e Nuvole 26 agosto, Casalvieri: Madre Terra 27 agosto, Picinisco: Luna e Stelle 28 agosto, Alvito: Fratello Fuoco 29 agosto, Atina: Sorella Morte Molto più di un evento: un’esperienza umana Ciò che rende il Festival delle Storie un unicum nel panorama culturale italiano è la sua capacità di restituire i borghi alle persone. Spesso luoghi segnati dallo spopolamento e dalla solitudine, durante l’ultima settimana di agosto questi centri medievali si rianimano, trasformando piazze, cortili e castelli in luoghi di aggregazione vitale. Il festival è totalmente gratuito, senza prenotazioni. L’invito è rivolto a tutti: basta arrivare, magari con una sedia pieghevole sottobraccio, pronti a lasciarsi sorprendere. È un’esperienza che invita a non guardare l’orologio, a sostare tra le mura di pietra e a scoprire che, in fondo, la Valle di Comino contiene il mondo intero. Come sottolineano gli organizzatori, non si tratta solo di ascoltare qualcuno su un palco, ma di riscoprire il piacere atavico del racconto. “Portare il mondo in una valle, e scoprire che la valle contiene già il mondo”. Per chi desidera staccare la spina e immergersi in una dimensione fatta di parole e condivisione, l’appuntamento è in Valle di Comino. La magia, ancora una volta, sta per iniziare. Per il programma completo: www.festivaldellestorie.it

