Smantellata rete di spaccio a Frosinone

utente789
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Un duro colpo al narcotraffico nel Frusinate è stato inferto nella mattinata di oggi, 17 luglio 2026, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone.

L’operazione, che ha visto l’impiego di oltre 50 militari e il supporto del Nucleo Elicotteri di Roma Urbe, ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari, ponendo fine a un sodalizio criminale a base familiare dedito allo spaccio di cocaina, crack e hashish. ​I numeri dell’operazione ​L’attività investigativa, nota come “NAVIGANDO SUL PO” e condotta dal Nucleo Investigativo, ha fatto emergere un sistema criminale ben strutturato, capace di generare un volume d’affari stimato in oltre 1.000.000 di euro annui. I dati emersi confermano la portata dell’attività illecita: ​Misure cautelari: 11 persone coinvolte, di cui 2 in custodia cautelare in carcere, 2 agli arresti domiciliari con controllo elettronico, 1 divieto di dimora, 2 obblighi di dimora e 4 obblighi di presentazione alla P.G. ​Volume d’affari: oltre 1.000.000 di euro annui. ​Clientela: oltre 100 acquirenti segnalati quotidianamente come assuntori, per un totale di oltre 24.000 cessioni certificate. ​La base operativa: un appartamento abusivo ​Il fulcro dell’attività era un appartamento di edilizia popolare in via Po, a Frosinone, occupato abusivamente dal sodalizio. La gestione della “piazza di spaccio” era organizzata in modo rigoroso: ​Difesa passiva: la base era protetta da telecamere a circuito chiuso e grate di sicurezza poste a protezione della porta d’ingresso. ​Operatività h24: l’attività era gestita con turni giornalieri per garantire vendite ininterrotte, con continui rifornimenti e prelievi rapidi degli incassi per evitare sequestri da parte delle forze dell’ordine. ​Misure di sicurezza: gli addetti allo spaccio erano obbligati a indossare mascherine o passamontagna per rendere difficile, se non impossibile, la loro identificazione. ​Sgombero e ripristino della legalità ​Al termine dell’operazione, l’immobile di via Po è stato sgomberato dai Carabinieri e restituito alla disponibilità pubblica, permettendo all’A.T.E.R. di avviare l’assegnazione dell’alloggio a una famiglia socialmente fragile. ​L’indagine ha inoltre evidenziato un vasto bacino d’utenza, con acquirenti provenienti non solo dal capoluogo, ma da numerosi comuni della provincia, tra cui Alatri, Vico nel Lazio, Veroli, Sora, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Arpino, Cassino, Guarcino, Alvito, Ceprano, Strangolagalli, Arce, Roccadarce e Colfelice.
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