La parifica del rendiconto 2025 da parte della Corte dei Conti si trasforma in un caso politico nel Lazio. A puntare il dito contro la gestione della Giunta è Eleonora Mattia, Presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile (Co.Re.Co.Co.), che definisce il bilancio regionale un esercizio di “contabilità creativa”.
“Dietro i numeri positivi del rendiconto 2025 parificato oggi dalla Corte dei Conti, sbandierati come un successo straordinario dalla maggioranza di destra, si nasconde una realtà ben diversa e molto più amara per i cittadini del Lazio. Come organo di garanzia e controllo non possiamo ignorare le criticità strutturali, finanziarie e procedurali messe nero su bianco dalla Corte dei Conti, in primis: gli sprechi legati al ricorso dei medici gettonisti, i ritardi sui fondi Pnrr/Pnc e il bluff sul taglio del cosiddetto debito FAL al 2051”. Lo dichiara la Presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile (Co.Re.Co.Co.) della Regione Lazio, Eleonora Mattia. “In particolare la Corte dei Conti è tornata ad evidenziare ancora una volta i ritardi cronici nella spesa dei fondi Pnrr/Pnc, ovvero solo il 37% delle risorse disponibili, con il rischio di un danno erariale, e gli sprechi per il Sistema Sanitario Regionale e le disfunzioni nell’accesso alle cure dovute al ricorso eccessivo dei medici gettonisti e ricordare (il valore dei contratti è passato da 35,2 milioni nel 2023 a 42,3 nel 2024). – spiega Mattia – Inoltre la magistratura contabile ha eccepito l’utilizzo di una quota di avanzo di amministrazione pari a ben 392,8 milioni di euro, giudicata eccedente i limiti previsti dalla legge. Una forzatura contabile evidente, su cui la Regione ha dovuto rincorrere al MEF per trovare coperture d’emergenza” “Anche la narrazione trionfalistica sulla riduzione del debito regionale di circa 13 miliardi di euro (il cosiddetto FAL) grazie alle disposizioni statali è un mero bluff. Questo debito non è stato affatto cancellato: lo Stato si è accollato le rate di ammortamento verso Cassa Depositi e Prestiti, ma la Regione Lazio dovrà restituire queste somme sotto forma di contributi alla finanza pubblica fino all’anno 2051. Non è un regalo ma un piano di rientro trentennale che vincolerà i nostri bilanci e le future generazioni. Nello specifico la Regione si è già impegnata, con la deliberazione consiliare dell’11 febbraio 2026, ad applicare al bilancio di previsione un limite massimo di accantonamenti rigidissimo: 171.861.555,30 euro per l’anno 2026; 575.861.555,30 annui per il periodo 2027-2030; 536.541.555,30 annui per il periodo 2031-2051. Siamo davanti ad un’ipoteca sul futuro dei servizi pubblici regionali per i prossimi venticinque anni”, conclude Mattia.

