​Incendio alla Remat – La Procura apre un’inchiesta. Scattano le ordinanze per la tutela della salute

utente789
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La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino ha avviato un’indagine formale e tempestiva in seguito al grave incendio che, lo scorso 12 luglio 2026, ha interessato lo stabilimento di trattamento rifiuti “Remat Lazio”, situato in località Petrose, nel comune di San Giorgio a Liri.

​Le indagini ​Data la vasta eco mediatica dell’evento e la comprensibile preoccupazione della popolazione per i potenziali rischi legati alla salute pubblica, la magistratura ha deciso di rendere note le attività investigative in corso. Le indagini, coordinate dalla Procura e affidate ai Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo con il supporto del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Latina, sono finalizzate a chiarire l’origine del rogo, senza escludere al momento alcuna pista, dal fatto colposo a quello doloso. ​Una volta concluse le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, i tecnici avvieranno i rilievi all’interno del sito per ricostruire con precisione la dinamica e le cause dell’evento. Parallelamente, l’ARPA Lazio sta conducendo un monitoraggio urgente e costante della qualità dell’aria, del suolo e delle acque, i cui esiti saranno fondamentali ai fini probatori. ​Le ipotesi di reato ​L’inchiesta, al momento aperta contro ignoti, mira a verificare eventuali responsabilità penali. Gli inquirenti stanno valutando diverse fattispecie di reato: ​Incendio (art. 423 c.p.) o Incendio colposo (art. 449 c.p.): si indaga per stabilire se le fiamme siano state causate da condotta dolosa, colposa o da violazioni delle norme di sicurezza, valutando anche l’estensione dell’incendio ai terreni agricoli circostanti (art. 423-bis c.p.). ​Inquinamento e disastro ambientale (art. 452-bis e 452-quater c.p.): l’attenzione è rivolta alla possibile compromissione delle matrici ambientali. ​Altre ipotesi: sono al vaglio anche le ipotesi di gestione illecita di rifiuti (art. 256 del D.Lgs. 152/2006) e di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437 c.p.). ​Precauzioni per i cittadini ​A titolo precauzionale, in attesa dei risultati definitivi dell’ARPA, i comuni limitrofi – tra cui San Giorgio a Liri, Pignataro Interamna ed Esperia – hanno emanato ordinanze urgenti. In via generale, si raccomanda di: ​Limitare la permanenza all’aperto e tenere chiuse porte e finestre. ​Disattivare gli impianti di ventilazione che immettono aria esterna. ​Evitare il consumo di prodotti agricoli provenienti dalle aree interessate e sottoporli ad accurato lavaggio. ​Sospendere, ove previsto, le attività ludiche, sportive e lavorative all’aperto. ​Le amministrazioni comunali stanno provvedendo a diffondere costantemente gli aggiornamenti tramite i canali ufficiali. ​L’appello della Procura ​Il Procuratore della Repubblica, Carlo Fucci, assicura il massimo rigore tecnico e la massima celerità nelle indagini. La Procura rinnova l’appello a tutti i cittadini affinché rispettino scrupolosamente le ordinanze adottate e invita chiunque sia in possesso di informazioni, fotografie o filmati relativi ai momenti precedenti o contestuali all’incendio a rivolgersi tempestivamente all’Arma dei Carabinieri.
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