Alatri – Sanità, la SPI CGIL chiede un confronto: “Il trasferimento dei servizi da Alatri a Fiuggi penalizza il territorio”

utente789
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La riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali continua a suscitare preoccupazione. A intervenire è la SPI CGIL Lega Anagni-Alatri che, pur esprimendo apprezzamento per l’apertura di nuove strutture sanitarie sul territorio, solleva dubbi sul trasferimento di alcuni importanti servizi dall’ex ospedale di Alatri alla nuova struttura di Fiuggi.

Nel mirino del sindacato ci sono, in particolare, il CAD (Centro di Assistenza Domiciliare), il servizio Vaccinazioni e il PUA (Punto Unico di Accesso), servizi considerati fondamentali per garantire assistenza soprattutto alla popolazione anziana e alle persone più fragili. Secondo la SPI CGIL, lo spostamento di queste attività rischia di creare difficoltà per numerosi cittadini di Alatri e dei comuni limitrofi, costretti a raggiungere una sede più distante per usufruire di prestazioni sanitarie e sociosanitarie essenziali. “Servizi di prossimità come il CAD, le vaccinazioni e il PUA – sottolinea l’organizzazione sindacale – rappresentano punti di riferimento indispensabili per il territorio e per le fasce più deboli della popolazione. Il nuovo assetto organizzativo non sembra aver tenuto adeguatamente conto delle difficoltà legate agli spostamenti e all’accessibilità”. La SPI CGIL evidenzia inoltre come il percorso di riorganizzazione non sarebbe stato accompagnato da un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze di categoria presenti sul territorio. Per questo motivo la Segreteria SPI CGIL Lega Anagni-Alatri ha richiesto un incontro urgente con i responsabili competenti, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti sulle scelte adottate e valutare possibili soluzioni alle criticità evidenziate. La richiesta del sindacato apre dunque un confronto sul futuro della sanità territoriale, con l’obiettivo dichiarato di evitare che il potenziamento delle strutture possa tradursi in una riduzione dei servizi di vicinanza per i cittadini, soprattutto per quelli più vulnerabili.   Anna Ammanniti
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