Ferentino – ​Debito di droga non pagato: finisce ai domiciliari dopo aver picchiato un coetaneo per estorsione

utente789
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Le intimidazioni, le aggressioni fisiche e le minacce per riscuotere un presunto debito legato allo spaccio di sostanze stupefacenti non sono rimaste impunite. Nel pomeriggio dello scorso 10 luglio, i Carabinieri della Stazione di Ferentino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo già noto alle forze dell’ordine.

Le indagini ​Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, è l’epilogo di un’intensa attività investigativa condotta dai militari della locale Stazione, sotto il coordinamento della Compagnia dei Carabinieri di Ferentino. Gli inquirenti avevano già deferito il soggetto lo scorso 20 giugno per il reato di tentata estorsione, ma il quadro indiziario raccolto successivamente ha permesso di inasprire la misura nei suoi confronti. ​La ricostruzione degli episodi ​Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato si sarebbe reso responsabile di una serie di gravi atti intimidatori ai danni di un coetaneo, residente a Ferentino. Nel lasso di tempo compreso tra il 12 e il 18 giugno, il giovane sarebbe stato ripetutamente aggredito con calci e pugni. ​L’obiettivo dell’aggressore era chiaro: costringere la vittima a versare la somma di 200 euro, un importo che – stando alle risultanze investigative – sarebbe riconducibile a debiti pregressi maturati per l’acquisto di dosi di droga non pagate. Oltre alla violenza fisica, l’uomo avrebbe imposto alla vittima un vero e proprio “esilio” forzato, minacciandola di non farsi più vedere nei locali pubblici della zona. ​Il supporto dei sistemi di videosorveglianza ​Determinante per la ricostruzione dei fatti è stata l’accurata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio. Il materiale video, unito alle testimonianze e alle informazioni raccolte dai militari, ha permesso di delineare un quadro probatorio solido, convincendo l’Autorità Giudiziaria della necessità di disporre la misura cautelare. ​Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato presso la propria abitazione, dove rimarrà in regime di arresti domiciliari, costantemente monitorato tramite il dispositivo di controllo elettronico a distanza, a completa disposizione della magistratura.
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