La settima edizione del Festival della Filosofia continua a interrogare il presente, ponendo al centro del dibattito il tema dell’intelligenza artificiale. Ospite della serata di ieri in Piazza Santa Salome è stato Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, intervistato dalla giornalista Lorenza Di Brango in un dialogo dedicato al rapporto tra innovazione, informazione, creatività e futuro.
La giornata si è aperta con il quarto appuntamento dell’Aperitivo Filosofico alle ore 19, che ha visto protagonisti Stefano Pigliacelli e Valentino Sperati. L’incontro ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, confermando il successo di un format basato sul dialogo informale, che ha fatto da preludio all’evento serale principale. Oltre gli entusiasmi e i timori Nel corso dell’intervista, Claudio Cerasa ha offerto una prospettiva pragmatica sull’intelligenza artificiale: ”L’intelligenza artificiale non è un fenomeno da subire, ma uno strumento da comprendere e governare”. Secondo il direttore de Il Foglio, è necessario superare sia gli entusiasmi acritici che i timori paralizzanti, focalizzandosi invece sull’apprendimento delle modalità per orientare il cambiamento con consapevolezza. Trasparenza e responsabilità nell’informazione Il dibattito si è poi esteso al futuro dell’informazione, ambito in cui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più centrale. Cerasa ha sottolineato che la trasparenza sarà un elemento imprescindibile: la capacità di distinguere i contenuti supportati dall’intelligenza artificiale costituirà una garanzia fondamentale per i lettori, richiedendo regole chiare per rafforzare la fiducia tra chi informa e chi riceve le notizie. Creatività e lavoro nell’era digitale Analizzando l’impatto sul mondo del lavoro e sulle professioni creative, Cerasa ha ribadito che, sebbene l’intelligenza artificiale possa ottimizzare l’operato umano, essa non potrà mai sostituire ciò che nasce dall’intuizione, dall’esperienza e dalla sensibilità, tratti profondamente umani. La vera sfida risiede nella formazione di persone capaci di governare la tecnologia, trasformando l’evoluzione digitale in un’opportunità di nuove prospettive occupazionali. Il direttore ha concluso con una riflessione provocatoria: “Oggi il pessimista è un ottimista che è stato disinformato”, richiamando l’urgenza di costruire strumenti culturali necessari per distinguere le fonti attendibili e promuovere lo spirito critico. Infine, ha sottolineato come la vera differenza, in un mondo in cui l’intelligenza artificiale fornirà molte risposte, la faranno le persone capaci di porre le domande migliori. Il Festival della Filosofia proseguirà il suo percorso: 10 luglio: Francesco Miano sarà ospite presso il Chiostro di Sant’Agostino. 14 luglio: Elio Germano e Teho Teardo animeranno Piazza Santa Salome con un incontro che intreccerà teatro, musica e riflessione filosofica.

