Triplice omicidio di Casalotti, il sospettato aveva ottenuto il permesso di soggiorno poche ore prima della strage
Solo nella mattinata di venerdì aveva ritirato alla Questura di Frosinone un permesso di soggiorno per motivi umanitari. È questo uno degli ultimi elementi emersi nell’inchiesta sul triplice omicidio avvenuto in via Montiglio 35, nel quartiere Casalotti di Roma, che vede come principale indagato Shadhat Hossain, 43 anni, cittadino del Bangladesh. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo è accusato di aver ucciso i connazionali Kamal Uddin, la moglie Jahan Hosne Momotajm e la loro figlia Arowa. Nell’aggressione è rimasto gravemente ferito anche il figlio maggiore della coppia, un ragazzo di 20 anni, ricoverato al Policlinico Gemelli in prognosi riservata. L’iter amministrativo del 43enne era iniziato nel maggio 2025, quando aveva presentato domanda di permesso di soggiorno alla Questura di Frosinone. Nella richiesta aveva indicato alcuni indirizzi nel capoluogo ciociaro, riferendo di essere ospitato da connazionali. Dopo il delitto, queste persone sono state rintracciate e ascoltate dagli investigatori, ma hanno dichiarato di non aver avuto recenti contatti con Hossain e di non sapere dove si trovasse. Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile di Roma, proseguono senza sosta per ricostruire gli spostamenti del sospettato e chiarire il movente della strage. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figura anche una maglia blu, ritenuta quella indossata dall’autore del triplice omicidio durante la fuga. L’indumento è stato rinvenuto nella parte finale di via Montiglio, repertato dalla Polizia Scientifica e sarà sottoposto agli accertamenti tecnici che potrebbero fornire ulteriori riscontri investigativi. Gli investigatori continuano a lavorare per rintracciare il 43enne e ricostruire con precisione le ore precedenti e successive al massacro che ha sconvolto il quartiere di Casalotti. Mar. Ming.

