Si finge carabiniere e deruba un’anziana in casa: spinta durante la fuga, finisce in ospedale.
Ha bussato alla porta presentandosi come un carabiniere e, con la scusa di dover controllare alcuni gioielli nell’ambito di una presunta rapina avvenuta in una gioielleria, è riuscito a conquistare la fiducia di un’anziana di 80 anni. Poi, quando la donna si è accorta del raggiro e ha tentato di riprendersi i propri preziosi, l’ha spinta ed è fuggito con un bottino del valore di alcune decine di migliaia di euro. È accaduto nella tarda mattinata di ieri in via Brighindi, a Frosinone. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Stazione di Frosinone e della Sezione Operativa della Compagnia, intervenuti sul posto intorno alle 14, il raggiro sarebbe stato messo in atto circa un’ora e mezza prima. L’uomo, descritto come una persona di mezza età, avrebbe convinto l’80enne a consegnargli diversi monili in oro, sostenendo di doverli visionare nell’ambito delle indagini su una fantomatica rapina consumata ai danni di una gioielleria. Una storia inventata ad arte per impossessarsi dei preziosi. Durante la consegna, però, l’anziana ha intuito di essere stata vittima di una truffa e ha cercato di recuperare i gioielli. A quel punto il malvivente l’ha spinta per guadagnarsi la fuga, allontanandosi con il bottino, il cui valore è in corso di esatta quantificazione ma ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro. In seguito alla caduta provocata dalla spinta, la donna si è recata all’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, dove è stata medicata e sottoposta agli accertamenti del caso. Sono immediatamente scattate le indagini dei carabinieri, che stanno acquisendo e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona nel tentativo di identificare il responsabile e ricostruirne gli spostamenti prima e dopo il colpo. L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe ai danni degli anziani, sempre più spesso messe in atto da malviventi che si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine o per altri pubblici ufficiali, sfruttando la buona fede delle vittime per introdursi nelle abitazioni e impossessarsi di denaro e oggetti di valore. Mar. Ming.

