In occasione del taglio del nastro, l’ex amministratore ed esponente di FdI interviene per rivendicare la paternità politica dell’opera, accusando l’attuale giunta di appropriarsi di progetti e finanziamenti frutto della programmazione delle precedenti consiliature.
Oggi (ieri per chi legge, ndr) si inaugura Piazza Palestro, la storica “Piazza Salleccon”. Un momento importante per la città che merita di essere celebrato, ma che impone anche qualche doverosa riflessione per ristabilire la verità dei fatti – dice Bruni – L’intervento di riqualificazione che oggi viene presentato ai cittadini non nasce certo dall’attuale amministrazione. Era il 2017 quando, appena insediata l’Amministrazione De Donatis, decidemmo di adeguare il Piano Triennale delle Opere Pubbliche alle disposizioni del Testo Unico degli Enti Locali, trasformandolo da semplice “libro dei sogni” a vero strumento strategico, costruito sulle reali esigenze del territorio. Fu proprio in quel contesto che, dopo un’attenta valutazione all’interno della maggioranza, inserimmo la riqualificazione di Piazza Palestro tra gli interventi prioritari. Anzi, è doveroso ricordare che il progetto preliminare prevedeva una riqualificazione ancora più ampia, estesa all’area circostante fino a raggiungere le attività commerciali vicine e l’area della farmacia Faticanti. C’è però un aspetto che rende ancora più evidente l’ipocrisia politica di questi giorni – prosegue ancora Bruni. L’attuale Sindaco votò contro quel Piano delle Opere Pubbliche. La delibera fu comunque approvata e, poco dopo, lo stesso Sindaco pubblicò sui social un post nel quale sosteneva l’importanza di intervenire proprio su quello spazio urbano. Una contraddizione che oggi merita di essere ricordata. Altrettanto grave è il tentativo di non spiegare ai cittadini da dove provengano le risorse che hanno consentito di realizzare quest’opera. Ancora una volta si tratta di finanziamenti ottenuti dalla precedente amministrazione, esattamente come accaduto per Schito-Colle d’Arte e come accadrà per la Scuola di Renzo Piano e per l’imminente riqualificazione di Piazza San Domenico. Parliamo di progetti e finanziamenti frutto della programmazione e della lungimiranza amministrativa di chi ha governato prima. Eppure si continua a fare propaganda, intestandosi meriti che appartengono ad altri. Per finanziare alcune di queste operazioni, l’amministrazione Di Stefano ha persino scelto di spostare risorse originariamente destinate alla manutenzione di strade e marciapiedi. Con la Delibera di Giunta n. 112 del 1° luglio 2024 si afferma infatti che su tali interventi sarebbe “venuto meno l’interesse pubblico”. Una scelta che lascia perplessi molti cittadini, considerato lo stato in cui versano numerose strade e marciapiedi della città. Nel frattempo assistiamo a un’amministrazione particolarmente attiva nell’organizzazione di eventi e manifestazioni, spesso dai costi elevati, ma molto meno efficace nella capacità di intercettare nuovi finanziamenti. E questo proprio negli anni in cui il PNRR ha rappresentato un’opportunità straordinaria per gli enti locali. Da tempo sostengo che, in rapporto alla popolazione e alle risorse ottenute, Sora si collochi tra i comuni che hanno saputo cogliere meno opportunità disponibili. E anche i pochi progetti presentati hanno spesso mancato il traguardo del finanziamento. Basti pensare al progetto della piscina comunale, mentre restava irrisolta la necessità di mettere in sicurezza lo Stadio Tomei. Una superficialità amministrativa che oggi impone una riflessione ancora più profonda, soprattutto alla luce delle recenti vicende che hanno interessato il Sora Calcio. Le opere pubbliche non appartengono a chi le inaugura, ma a chi le programma, e le finanzia e le nell’interesse della comunità. La buona amministrazione si misura sulla capacità di costruire il futuro, non di appropriarsi del lavoro altrui. Per questo, mentre oggi si taglia un nastro, è doveroso ricordare che Piazza Palestro è il risultato di scelte amministrative compiute anni fa, di una visione strategica e di un lavoro concreto che qualcuno vorrebbe cancellare dalla memoria collettiva. La politica può dividersi sulle idee, ma non dovrebbe mai riscrivere i fatti. Ai cittadini di Sora spetta il diritto di conoscere la verità e di valutare con obiettività chi ha avuto il merito di programmare gli interventi che oggi stanno cambiando il volto della città e chi, invece, si limita a raccoglierne i frutti. La storia amministrativa di una comunità non si cancella con una cerimonia inaugurale né con qualche fotografia di circostanza. I fatti restano, gli atti parlano e i cittadini sanno distinguere tra chi costruisce il futuro e chi tenta semplicemente di intestarselo. Così in una nota Massimiliano Bruni.
