Sicurezza e Difesa, mobilitazione nazionale: il 18 giugno presidio davanti alla Prefettura di Frosinone

Irene Mizzoni
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​Sindacati uniti per denunciare il divario salariale, la crisi previdenziale e la drammatica carenza di personale che mette a rischio i servizi operativi nel Frusinate.

Il prossimo giovedì 18 giugno 2026, il cuore amministrativo di Frosinone sarà il palcoscenico di una giornata di mobilitazione nazionale che vedrà il comparto Sicurezza e Difesa protagonista di un presidio di protesta. L’iniziativa, che si terrà davanti alla Prefettura a partire dalle ore 09:00, segna un momento di rottura tra i lavoratori in divisa e le istituzioni, evidenziato chiaramente in una nota. A promuovere la manifestazione sono le sigle provinciali di SILP CGIL (Polizia di Stato), SIAM (Aeronautica Militare) e LRM (Esercito Italiano), che hanno scelto di “incrociare le braccia virtualmente” per accendere i riflettori su una crisi che, a detta dei sindacati, non è più procrastinabile. Un “contratto beffa” che svuota le buste paga ​Al centro della vertenza vi è il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027, definito dai sindacati come un vero e proprio “contratto beffa”. Le cifre presentate dalle sigle sono emblematiche: a fronte di un’inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall’Esecutivo si fermano a una soglia inferiore al 6%. ​Questo “gap strutturale” del 10% netto si traduce, concretamente, in una perdita di potere d’acquisto quantificata in circa 300 euro al mese per ciascun lavoratore. Una cifra che, in un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita, rischia di incidere pesantemente sulla serenità economica delle famiglie di chi, quotidianamente, è chiamato a garantire la sicurezza del Paese. ​ La crisi degli organici: servizi al collasso ​Se il piano nazionale è dominato dalle rivendicazioni economiche e previdenziali – con il timore concreto che l’attuale sistema contributivo possa condannare a una vecchiaia di stenti i futuri pensionati in divisa – la situazione locale nel territorio di Frosinone aggiunge criticità urgenti. ​Il comunicato sindacale lancia un grido d’allarme sulla gravissima carenza di organici che sta attanagliando i presidi della Polizia di Stato nella provincia. La carenza di personale non è più solo un problema burocratico, ma un’emergenza operativa che mette a rischio la qualità dei servizi resi ai cittadini. Gli uffici investigativi, le Volanti, l’Ufficio Immigrazione e i Commissariati di Cassino, Sora e Fiuggi sono allo stremo. ​Il personale in servizio è costretto a far fronte a turnazioni massacranti, a un ricorso costante allo straordinario e a operare all’interno di strutture dove l’età media è “sensibilmente elevata”. In un territorio complesso e vasto come quello del Cassinate, caratterizzato da dinamiche sociali articolate e confini delicati, questa situazione viene descritta come “insostenibile”. ​ Difendere chi difende ​”La sicurezza e la difesa sono beni comuni”, ribadiscono i rappresentanti di SILP CGIL, SIAM e LRM. Il messaggio che i manifestanti intendono lanciare il 18 giugno è chiaro: non può esistere una società sicura se chi è chiamato a proteggerla viene privato della propria dignità professionale ed economica. ​La convergenza unitaria tra Polizia di Stato, Aeronautica ed Esercito dimostra la compattezza di un mondo che non è più disposto ad accettare “promesse a costo zero”. Il presidio in Prefettura si pone quindi come un atto di responsabilità, volto a sensibilizzare non solo le istituzioni locali, ma l’intera cittadinanza sull’importanza di difendere i diritti di chi, ogni giorno, indossa una divisa.
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