​Villa Comunale di Cassino sotto sequestro: l’ombra di un traffico illecito di rifiuti nei lavori PNRR

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
Un’operazione a tutela dell’ambiente e della salute pubblica ha portato al sequestro preventivo della Villa Comunale di Cassino.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma su richiesta del Procuratore Europeo Delegato, è stato eseguito dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Frosinone (N.I.P.A.A.F.) congiuntamente ai Nuclei Operativi Ecologici (N.O.E.) di Roma e Latina. ​Al centro dell’indagine vi sono i lavori di riqualificazione della Villa Comunale, un progetto finanziato con fondi europei del PNRR. Secondo quanto emerso, le imprese esecutrici e le ditte fornitrici avrebbero violato il contratto e le normative vigenti. ​Invece del “terreno coltivivo privo di infestanti” previsto dal capitolato d’appalto – di alta qualità e regolarmente computato nei costi di progetto – sarebbero stati sversati nel cantiere circa 6.886 metri cubi di materiale derivante dalla lavorazione meccanica di rifiuti da demolizione e costruzione. ​Gli inquirenti ipotizzano che tale materiale sia stato fatto passare falsamente come “aggregato recuperato” (End of Waste). Questo artificio documentale avrebbe consentito alle imprese coinvolte di conseguire un duplice profitto: ​Azzerare i costi previsti per il regolare smaltimento dei rifiuti in discarica. ​Ottenere il pagamento dall’Ente pubblico per la fornitura di un terreno di alta qualità, in realtà mai consegnato. ​Oltre al danno economico, le indagini avrebbero fatto emergere rischi per la salute. Le analisi di laboratorio sul terreno depositato avrebbero confermato la presenza di contaminanti: le concentrazioni di metalli pesanti – tra cui berillio, selenio, arsenico e stagno – superavano le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) stabilite per legge per siti a uso verde pubblico, residenziale e privato. ​La Villa Comunale, essendo la principale area verde frequentata quotidianamente da soggetti vulnerabili come bambini, famiglie e anziani, è stata dunque considerata una potenziale fonte di pericolo. ​Il quadro probatorio ha portato alla formulazione delle ipotesi di reato di Attività Organizzate per il Traffico illecito di rifiuti, Realizzazione di discarica abusiva e Tentata truffa ai danni del Comune di Cassino. ​Nell’inchiesta risultano coinvolti quattro imprenditori amministratori di tre società operanti tra Lazio, Molise e Campania, oltre a tre persone tra amministratori pubblici e tecnici incaricati della gestione dell’appalto. ​Oltre al sequestro dell’area e di 10 veicoli utilizzati per il trasporto del materiale, sono in corso perquisizioni e acquisizioni di documentazione presso le sedi delle società, gli uffici dell’Ente appaltante e gli studi dei professionisti coinvolti.
Condividi questo articolo
Nessun commento