Tabaccaio di Frosinone nel mirino degli hacker: richiesta di riscatto in Bitcoin dopo l’accesso agli account.
L’uomo, di 50 anni, sarebbe finito nel mirino di una sofisticata truffa informatica culminata con una richiesta di denaro in Bitcoin e una denuncia alla Polizia Postale. La vicenda è emersa il 29 maggio scorso, quando il commerciante ha ricevuto una comunicazione relativa all’aggiornamento dei dati di recupero associati alla propria casella di posta elettronica utilizzata per il lavoro. Insospettito dall’avviso, l’uomo ha verificato le impostazioni del proprio account, accorgendosi che non solo erano stati modificati i dati di recupero, ma anche l’indirizzo e-mail associato e le credenziali per il ripristino dell’accesso. Nelle stesse ore il tabaccaio si è reso conto di non poter più effettuare acquisti con la propria carta Postepay. Contattato il servizio clienti di Poste Italiane, avrebbe appreso che le operazioni erano state temporaneamente bloccate in seguito all’attivazione di un’allerta antifrode sul numero della carta. A complicare ulteriormente la situazione è arrivata una e-mail, scritta in inglese, ricevuta sulla sua casella personale. Nel messaggio, gli autori sostenevano di aver compromesso da tempo i suoi dispositivi mediante un trojan, affermando di avere accesso a dati personali, fotografie, video, contatti e conversazioni. I presunti cybercriminali sostenevano inoltre di possedere informazioni sulle abitudini di navigazione della vittima, minacciando la diffusione del materiale tra amici e parenti. Per evitare la pubblicazione dei dati, gli estorsori chiedevano il pagamento di 750 dollari in Bitcoin entro un termine prestabilito. Temendo che dietro la richiesta potesse celarsi un tentativo di truffa o un accesso abusivo ai propri account, il tabaccaio si è rivolto agli uffici della Polizia Postale, formalizzando una denuncia e consegnando la documentazione in suo possesso. Sull’accaduto sono ora in corso gli accertamenti degli investigatori, chiamati a verificare se vi sia stata una reale compromissione dei sistemi informatici della vittima o se si tratti di una delle numerose campagne di estorsione digitale che circolano sul web e che sfruttano la paura degli utenti per ottenere pagamenti in criptovalute. Di certo c’è che il tabaccaio è deciso ad andare fino in fondo a questa vicenda senza piegarsi a queati ricatti. Per tale motivo si è rivolto all’avvocato Andreina Ciotoli per poter essere rappresentato nelle opportune sedi, Mar. Ming.
