​Energia verde nel Lazio: il Consiglio dei Ministri sblocca tre nuovi impianti nel Viterbese e nel Romano

Irene Mizzoni
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Il Governo ha dato parere favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale per progetti eolici e agrivoltaici. In arrivo oltre 117 MW di nuova potenza pulita, con prescrizioni rigorose per la tutela del paesaggio.

La transizione energetica del Lazio compie un passo in avanti significativo. Il Consiglio dei Ministri, su proposta della Presidente Giorgia Meloni, ha dato il via libera definitivo a tre importanti progetti per la produzione di energia rinnovabile nella nostra regione. La decisione, presa ai sensi dell’articolo 5 della Legge 400/1988, ha permesso di superare l’impasse burocratico della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sostituendo il provvedimento amministrativo con una delibera governativa che abilita la realizzazione delle opere. ​Gli interventi sul territorio ​Il pacchetto approvato per il Lazio prevede un incremento complessivo della potenza installata pari a 117,332 MW. Si tratta di un mix tecnologico che punta sia sull’eolico che sull’agrivoltaico, settore quest’ultimo considerato strategico per coniugare la produzione elettrica con la prosecuzione delle attività agricole. ​I progetti autorizzati sono: ​Provincia di Viterbo: È previsto il “Parco Eolico Energia Viterbo”, un impianto di notevoli dimensioni composto da 13 aerogeneratori. Con una potenza complessiva di 78 MW, l’opera interesserà i comuni di Montefiascone e Viterbo, integrandosi nel sistema della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN). ​Roma Capitale: È stato approvato un impianto agrivoltaico da 25,3 MW, un segnale importante per la Capitale, sempre più orientata a incrementare la propria quota di autonomia energetica da fonti rinnovabili. ​Ardea (RM): Il progetto denominato “Ardea 26”, situato in località “La Fossa”, aggiungerà ulteriori 14,032 MW di potenza attraverso un sistema agrivoltaico. ​La tutela del paesaggio e le prescrizioni ​Nonostante il giudizio positivo di compatibilità ambientale, il Governo non ha dato carta bianca. L’autorizzazione è infatti strettamente subordinata al rispetto rigoroso delle prescrizioni impartite dalle Commissioni competenti presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. ​Queste condizioni sono finalizzate a mitigare l’impatto visivo e ambientale degli impianti, garantendo che l’inserimento delle nuove strutture – specialmente nel caso degli aerogeneratori nel Viterbese – avvenga in modo armonico con il contesto territoriale, tutelando la biodiversità e il valore paesaggistico delle aree coinvolte. ​Un tassello della strategia nazionale ​L’intervento non riguarda solo il Lazio, ma si inserisce in un provvedimento più ampio che ha analizzato 14 procedimenti in tutta Italia (coinvolgendo anche Puglia e Sardegna), per una potenza totale di circa 635 MW. ​Con questo atto, il Governo mira ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione, cercando al contempo di bilanciare le esigenze di produzione energetica con la tutela delle specificità regionali. Ora la parola passa ai soggetti attuatori, che dovranno tradurre queste autorizzazioni in cantieri operativi, mantenendo un dialogo costante con gli enti locali per assicurare il rispetto degli impegni assunti in sede di conferenza dei servizi. ​Si attendono ora i dettagli cronologici sull’avvio dei lavori, che dovranno conformarsi puntualmente alle prescrizioni ministeriali a tutela dell’ecosistema locale.
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