Vertice europeo dell’Alleanza ARA. La vicepresidente Angelilli: «Serve un cambio di passo immediato. Su Cassino troppa incertezza, Stellantis anticipi il piano industriale». Venerdì il tavolo con i sindacati.
Blindare la continuità produttiva, salvaguardare i posti di lavoro e difendere l’intero indotto di un settore chiave per l’economia continentale. Con questo mandato la Regione Lazio ha preso parte a Bilbao, in Spagna, al summit dell’Alleanza delle Regioni Automotive europee (ARA), unendosi alle principali realtà industriali del continente per chiedere un intervento immediato e coordinato da parte di Bruxelles. Il vertice si inserisce in una settimana cruciale per il futuro dell’auto nel Lazio, arrivando subito dopo il Consiglio straordinario su Stellantis e i faccia a faccia tra il governatore Francesco Rocca e il ministro del Mimit, Adolfo Urso. A conclusione del summit spagnolo, le regioni firmatarie hanno siglato un documento congiunto indirizzato alla Commissione Europea per chiedere interventi urgenti a sostegno del comparto. Tra i punti centrali del manifesto spiccano il rilancio della produzione industriale, la tutela dei lavoratori attraverso la valorizzazione delle competenze e forti investimenti sull’innovazione tecnologica. Le regioni chiedono inoltre di garantire il principio della neutralità tecnologica e di rafforzare il “Made in Europe”, senza però compromettere l’attrazione degli investimenti esteri. Per fare questo, la richiesta formale indirizzata a Bruxelles è quella di istituire un vero e proprio Fondo europeo per l’automotive all’interno del prossimo bilancio comunitario, accompagnato da un profondo processo di semplificazione burocratica. La vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha spiegato che l’obiettivo del vertice è stato quello di lanciare un appello forte e chiaro sulla necessità di assicurare la continuità produttiva di un settore strategico per la sovranità industriale e tecnologica europea. Secondo Angelilli, l’attuale frammentazione delle risposte rischia di compromettere la competitività di tutto il comparto, rendendo indispensabile un cambio di passo europeo immediato con una strategia industriale concreta e condivisa. Il focus si sposta ora sul territorio laziale, dove la situazione dello stabilimento di Cassino desta profonda apprensione. Definito dalla stessa vicepresidente come un’eccellenza oggi sottoutilizzata e a rischio marginalizzazione nelle strategie di Stellantis, il sito soffre di una prolungata incertezza che sta alimentando forte preoccupazione tra i lavoratori e mettendo in seria difficoltà le aziende dell’indotto. L’obiettivo della Pisana, in linea con quanto già sollecitato dal presidente Rocca, è costringere il Gruppo automobilistico ad anticipare i tempi della presentazione del piano industriale per fare chiarezza sul futuro produttivo. La macchina diplomatica e sindacale è già in movimento con un calendario serratissimo. Il primo passo si consumerà venerdì 29 maggio, con il tavolo convocato in Regione da Angelilli insieme alle parti sociali per definire le prossime tappe. Questa concertazione servirà a costruire una linea comune in vista dei successivi e decisivi appuntamenti: gli incontri di Stellantis in programma in Italia il prossimo 16 giugno e il tavolo nazionale dell’automotive convocato al Mimit per il mese di luglio. La partita entra così nella sua fase più calda, con la Regione intenzionata a fare sponda tra Bruxelles e Roma per evitare che la transizione si trasformi in un deserto industriale.
