​Grande successo a Isola del Liri per la presentazione del nuovo romanzo di Massimiliano Smeriglio

Irene Mizzoni
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Una Galleria Pisani gremita e attenta ha fatto da cornice, nel pomeriggio di ieri, alla presentazione del nuovo romanzo di Massimiliano Smeriglio, “Il Legame Covalente” (edito da Mondadori). L’incontro, trasformatosi in un momento di altissimo spessore culturale, ha catalizzato l’attenzione del pubblico, affascinato da una narrazione potente e di grande attualità.

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Isola del Liri, Massimiliano Quadrini, che ha espresso vivo orgoglio per l’appuntamento, ringraziando calorosamente l’autore per la sua presenza in città e per aver offerto alla comunità un’importante occasione di riflessione. ​Il cuore dell’evento ha visto Smeriglio dialogare con tre voci del panorama locale che hanno saputo sviscerare le diverse sfumature della trama e dello stile letterario dell’autore: l’assessore alla cultura Stefano Vitale, l’ex assessore Stefano Spalvieri ed Erica Gabriele. Il confronto a quattro, fluido e ricco di spunti, ha toccato i nodi cruciali del libro, alternando l’analisi critica al racconto della genesi dell’opera. ​ ​In “Il Legame Covalente”, Smeriglio abbandona la saggistica pura per affidare alla forza della narrativa e dei suoi personaggi una metafora mutuata dalla chimica: il legame covalente, quello in cui due atomi condividono una parte di sé per trovare solidità. I punti cardine dell’opera trattati durante l’evento sono stati diversi. Condivisione contro individualismo: in un’epoca dominata dall’isolamento digitale e dall’egoismo sociale, l’autore propone la “condivisione” come unica via di salvezza comunitaria. Le vicende dei protagonisti si intrecciano in una società frammentata, descrivendo il bisogno intrinseco e quasi biologico degli esseri umani di connettersi e fare rete per non soccombere alla solitudine. La rigenerazione dei territori le periferie e le province sono incubatori di nuove forme di solidarietà e resilienza. Qui il senso di comunità diventa l’unica vera salvezza. Una nuova cooperazione politica: il testo traccia la strada per un modello sociale in cui il “noi” prevale sull'”io”, suggerendo pratiche concrete di cittadinanza attiva. Attraverso i dialoghi e le evoluzioni dei personaggi, il romanzo lancia un messaggio chiaro: l’individualismo è una prigione, mentre la condivisione – il “mettere in comune” le proprie fragilità – genera una forza d’urto straordinaria. ​ “Il Legame Covalente” non è un semplice romanzo, ma un manuale di sopravvivenza emotiva e sociale. Smeriglio ha il merito di utilizzare una metafora scientifica complessa per renderla accessibile, poetica e tremendamente urgente. La scrittura è densa ma scorrevole, capace di colpire duro laddove fotografa la solitudine delle nostre vite connesse, ma offre al contempo una speranza concreta: non siamo isole, ma atomi destinati a legarsi. ​L’efficacia del libro sta proprio nel rifiuto del catastrofismo. Smeriglio non si limita a diagnosticare il male della frammentazione sociale, ma propone la terapia della “co-valenza”: dare valore all’altro per dare valore a se stessi.  “Il Legame Covalente” è un romanzo necessario e di rara sensibilità. Smeriglio dimostra una straordinaria capacità di scavo psicologico, tratteggiando personaggi vividi, feriti, ma profondamente umani, nei quali il lettore non fatica a rispecchiarsi. La prosa è densa, a tratti poetica, capace di tradurre un concetto scientifico nella meravigliosa e complessa chimica delle relazioni umane. ​La forza di questo romanzo sta nel non cedere mai al cinismo: pur fotografando le storture e l’isolamento del nostro tempo, Smeriglio firma un racconto sulla speranza e sulla solidarietà. Un testo necessario per chiunque non si rassegni alla fine della solidarietà. ​L’evento di ieri alla Galleria Pisani ha dimostrato che la letteratura è ancora capace di radunare, emozionare e far discutere una comunità intera. IreMiz
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