Telefonare ripetutamente al Numero Unico di Emergenza “112” segnalando fatti gravi, ma completamente inventati, può costare caro. Ne sa qualcosa una donna di 60 anni residente a Roccasecca, denunciata a piede libero dai Carabinieri della locale Stazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: procurato allarme, calunnia e interruzione di pubblico servizio.
La vicenda risale al pomeriggio dello scorso 5 aprile, quando alla centrale operativa dell’Arma sono giunte due richieste di intervento a brevissima distanza di tempo: la prima alle 17:30 e la seconda venti minuti più tardi, alle 17:50. In entrambe le telefonate, la donna chiedeva l’intervento urgente dei militari sostenendo che l’ex marito avesse arbitrariamente interrotto la fornitura di energia elettrica della sua abitazione, lasciandola al buio. I Carabinieri si sono precipitati sul posto per verificare la situazione e prestare assistenza, ma in entrambe le occasioni hanno scoperto l’amara verità: la corrente elettrica era regolarmente funzionante e quanto segnalato dalla donna era del tutto privo di fondamento. Il copione ha assunto tratti quasi surreali durante il secondo controllo quando la sessantenne, di fronte all’evidenza dei fatti e alla pattuglia giunta sotto casa, ha negato persino di aver mai composto il “112” e di aver richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I successivi accertamenti condotti dai militari dell’Arma hanno fatto scattare inevitabilmente la denuncia alla magistratura. Quest’attività di controllo si inserisce in un quadro più ampio di monitoraggio del territorio, volto a contrastare fermamente tutte quelle condotte irresponsabili che ostacolano il regolare funzionamento dei servizi di pronto intervento, distogliendo pattuglie e risorse operative da reali situazioni di pericolo e da chi ha effettivamente bisogno di aiuto.
