Mesi di terrore, minacce di morte e comportamenti vessatori. Un incubo quotidiano che si è interrotto solo grazie al coraggio di denunciare.
Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Anagni hanno tratto in arresto un 58enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone. L’uomo è stato inoltre sottoposto all’applicazione del braccialetto elettronico, una misura fondamentale per garantire la sicurezza della vittima. La fine di questa vicenda drammatica è scattata lo scorso 12 maggio, quando una donna di 54 anni, ex convivente dell’uomo, ha varcato la soglia della Caserma di Anagni. Ai militari ha raccontato un vissuto fatto di continue violenze psicologiche e messaggi intimidatori. Il punto di non ritorno si era verificato solo due giorni prima, il 10 maggio, quando al culmine dell’ennesimo litigio per motivi banali, l’uomo l’aveva minacciata esplicitamente di morte. 10 Maggio: L’ennesima violenta lite e le minacce di morte alla donna. 12 Maggio: La vittima trova il coraggio di sporgere denuncia ai Carabinieri. 12-18 Maggio: Attivazione immediata del “Codice Rosso” e indagini lampo dell’Arma. 19 Maggio: Il G.I.P. emette la misura cautelare; scattano gli arresti e il braccialetto elettronico. Ricevuta la denuncia, i Carabinieri hanno attivato immediatamente l’iter d’urgenza previsto dal protocollo Codice Rosso. Nel giro di pochissimi giorni, i militari hanno ricostruito un quadro indiziario solido e inconfutabile per il reato di maltrattamenti in famiglia, trasmettendo gli elementi probatori alla Procura della Repubblica di Frosinone. La sicurezza prima di tutto: Il braccialetto elettronico applicato al 58enne permetterà un monitoraggio costante a distanza. Anche nell’ipotesi in cui l’uomo dovesse evadere dagli arresti domiciliari, i dispositivi segnaleranno immediatamente l’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna, garantendole una tutela reale e tempestiva. Dall’Arma si rinnova l’invito accorato a tutte le persone che si trovano in situazioni di pericolo o subiscono soprusi: “Non esitate a denunciare e a chiedere aiuto, non siete sole”. La fiducia nelle istituzioni e la tempestività della segnalazione rimangono le armi più forti per spezzare, in tempo, le catene della violenza domestica.
