Mura ciclopiche e silenzi d’oro: se Rocca non nomina il Presidente, FdI è già in marcia

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) C’è un’archeologia dei sentimenti politici che a volte, tra le penombre di un cinema, sa essere più eloquente di un congresso di partito. Al Dream Cinema di Frosinone, tra il profumo di pop-corn e l’evocazione dei Giganti mitologici della Ciociaria, è andato in scena un rito che di ancestrale aveva soprattutto il non-detto. ​Il volume presentato – “Nella Terra dei Giganti” – portava le firme del deputato meloniano Massimo Ruspandini e dello storico Pavat. Ma il vero testo, quello scritto a margine tra le poltroncine, riguardava il potere presente e quello futuro.

​Sul palco, il Gotha del Lazio che conta: il Governatore Francesco Rocca, scortato da una legione di parlamentari e rappresentanti di Stato in formato locale. Eppure, in questa liturgia dell’appartenenza, è mancata l’ostensione del pezzo pregiato: il presidente della Provincia. Rocca non ha fatto cenno. E proprio perché non ha fatto cenno, ha detto tutto. ​Per i palati fini della politica indigena, il silenzio di Rocca non sarebbe stato una distrazione, ma un raffinatissimo esercizio di stile. Chi cercava un buffetto istituzionale o un endorsement per l’inquilino di Palazzo Iacobucci è rimasto a bocca asciutta, anzi, proprio a digiuno. ​ ​ ​Il fatto è che nella Ciociaria profonda, quella che alle ultime provinciali ha inondato le urne con il simbolo di Fratelli d’Italia, il vento è cambiato. E i giganti di oggi, quelli in carne, ossa e preferenze, scalpitano. L’attuale schema al timone della Provincia appare ormai come un reperto archeologico, un fossile di una stagione politica che il tempo – e i voti – hanno già provveduto a stratificare. ​In politica, come nel mito, il vuoto viene sempre riempito. E il vuoto lasciato dal discorso di Rocca ha un nome preciso: l’alternativa. ​ A detta dei presenti ​l’aria che si respirava tra un saluto istituzionale e una citazione delle mura ciclopiche era quella di una “filiera” che vuole chiudersi. Con un amministratore di FdI già virtualmente in campo, che potrebbe essere pronto a reclamare quel posto che i numeri, prima ancora che la leggenda, sembrano assegnargli di diritto. La partita per la Provincia è apertissima.
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