Una spirale di violenza domestica, culminata nel più tragico degli epiloghi, è stata interrotta dall’intervento dei Carabinieri della Stazione di Ferentino. Nella serata del 12 maggio, i militari hanno dato esecuzione a un decreto di allontanamento urgente dalla casa familiare nei confronti di un 41enne di Frosinone, già noto alle forze dell’ordine.
L’indagine è scattata lo scorso 8 maggio, a seguito della denuncia sporta dalla madre della vittima. La donna, esasperata e preoccupata per l’incolumità della figlia, ha squarciato il velo di silenzio su una serie di gravi maltrattamenti e condotte prevaricatorie che l’uomo metteva in atto quotidianamente nei confronti della compagna convivente. I Carabinieri, attivando immediatamente i protocolli previsti per la tutela delle vittime di violenza, hanno avviato una delicata attività di ricostruzione dei fatti, incrociando testimonianze e prove documentali. Il dettaglio più agghiacciante emerso durante gli accertamenti riguarda la perdita di un figlio da parte della giovane vittima. I militari hanno acquisito e analizzato i referti medici presso i presidi ospedalieri della zona, focalizzandosi su un episodio specifico: una corsa in ospedale per forti dolori pelvici e perdite ematiche. La documentazione sanitaria ha fornito riscontri decisivi a quanto dichiarato in sede di querela, confermando come i maltrattamenti fisici abbiano avuto un ruolo determinante nel causare l’aborto. Alla luce del grave quadro indiziario raccolto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone ha emesso il provvedimento d’urgenza. L’uomo, oltre a dover abbandonare immediatamente l’abitazione, ha ricevuto il divieto assoluto di avvicinamento a tutti i luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa. L’operazione dei Carabinieri sottolinea, ancora una volta, l’importanza fondamentale della denuncia da parte dei familiari o dei testimoni per interrompere cicli di violenza che possono portare a conseguenze irreparabili.
