Svolta decisiva nella gestione della fauna selvatica all’interno del perimetro urbano della Capitale.
La Giunta regionale del Lazio, guidata da Francesco Rocca, ha approvato oggi, 8 maggio 2026, lo schema di accordo di collaborazione con Roma Capitale. L’obiettivo è chiaro: porre fine a anni di interventi frammentari per affrontare in modo strutturato l’emergenza cinghiali, che continua a minacciare la sicurezza stradale e la salute pubblica. Il provvedimento, nato su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini, mette a sistema le competenze dei due enti per rispondere alla duplice sfida del decoro urbano e del contenimento della Peste Suina Africana (PSA). I punti chiave dell’accordo: chi fa cosa L’intesa definisce un modello operativo integrato per superare lo stallo burocratico che spesso ha rallentato le operazioni in passato: Regione Lazio: avrà la regia del coordinamento tecnico, gestendo gli interventi di controllo e contenimento attivo della fauna. Roma Capitale: fornirà il supporto logistico essenziale, garantendo il presidio del territorio e la gestione capillare delle segnalazioni, avvalendosi dell’ausilio della Polizia Locale. Tempistiche record: il piano punta a garantire interventi tempestivi, con una finestra d’azione fissata tra le 24 e le 48 ore dalla segnalazione nelle aree critiche. Un “cambio di passo” per la sicurezza Il superamento delle rigide restrizioni legate alla precedente “zona rossa” per la PSA ha finalmente permesso alla Regione di operare direttamente anche nel cuore della città. «Non possiamo più permetterci ritardi o sottovalutazioni: servono decisioni e azioni concrete», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini. «È un cambio di passo netto. Affrontiamo il problema alla radice, con strumenti adeguati e una piena assunzione di responsabilità istituzionale per restituire ai cittadini un territorio vivibile». Obiettivi e Risorse Oltre alla riduzione numerica dei capi nelle zone urbane, l’accordo prevede lo stanziamento di risorse dedicate per il monitoraggio continuo e la prevenzione. Non si tratta solo di pubblica sicurezza, ma anche di una misura necessaria per la tutela delle imprese agricole dell’hinterland romano, pesantemente colpite dalle incursioni della fauna selvatica. L’efficacia del piano sarà misurata nel breve periodo attraverso il monitoraggio degli incidenti stradali e dei punti di criticità sanitaria, segnando – nelle intenzioni dei firmatari – l’inizio di una nuova fase di convivenza forzata, ma finalmente regolamentata, tra la città e la natura circostante.
