Maxi-frode fiscale nella logistica: sequestri per 30 milioni. Indagato anche un imprenditore ciociaro

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
C’è anche un imprenditore di Monte San Giovanni Campano tra i 29 soggetti (tra persone fisiche e giuridiche) finiti nel mirino della Procura della Repubblica di Napoli Nord nell’ambito di una inchiesta su una frode fiscale nel settore della logistica.

L’operazione, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate, ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 30 milioni di euro. ​Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal Procuratore Domenico Airoma, al centro dell’indagine vi sarebbe un sofisticato meccanismo di somministrazione illecita di manodopera. Una nota società committente operante ad Aversa Nord avrebbe utilizzato 18 società cooperative come “serbatoi” di lavoratori. ​Queste cooperative, stando alle indagini, erano prive di reale autonomia: spesso non avevano uffici né utenze, venivano gestite da prestanome e servivano unicamente ad assumere formalmente centinaia di operai che però lavoravano sotto il controllo diretto della società principale. Il vantaggio? Un enorme risparmio sui costi del lavoro e, soprattutto, il sistematico mancato versamento dell’IVA. ​Fra gli indagati figura dunque un imprenditore originario di Monte San Giovanni Campano. La sua posizione sarebbe legata alla gestione della rete di società che, secondo l’accusa, avrebbe prodotto un giro di fatture false per un totale di ben 166 milioni di euro tra il 2019 e il 2025. ​Le indagini hanno svelato che i lavoratori venivano trasferiti “in blocco” da una cooperativa all’altra non appena una di queste accumulava troppi debiti con il fisco, garantendo così la continuità del servizio senza mai saldare i conti con l’Erario. ​Nel corso del procedimento, la società committente ha già provveduto a regolarizzare la propria posizione per il periodo 2019-2024, versando nelle casse dello Stato oltre 20 milioni di euro tra imposte, sanzioni e interessi. Per questo motivo, il decreto di sequestro firmato dal GIP è stato eseguito nei confronti degli altri soggetti coinvolti nella filiera, tra cui figura il manager monticiano, per una cifra che sfiora i 14,5 milioni di euro.
Condividi questo articolo
Nessun commento