Stupro in villa a Ceccano: il PM chiede 9 anni per il presunto autore e 5 per i complici

Irene Mizzoni
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Stupro di gruppo in una villetta a Ceccano, pugno duro del pubblico ministero Beatrice Neroni che ha chiesto nove anni per il presunto autore della violenza sessuale, uno studente di 22 anni e cinque anni per i suoi due amici che avrebbero assistito allo stupro.

Vittima dell’abuso una studentessa di 19 anni. Nel corso dell’udienza che si è venuta nella giornata di ieri presso il tribunale di Frosinone l’avvocato di parte civile Vincenzo Galione nella sua lunga ed articolata arringa ha puntato a rilevare le numerose contraddizioni dei tre imputati sottolineando invece la veridicità delle dichiarazioni della vittima. La vicenda risale al 26 febbraio del 2022 quando la studentessa che conosceva uno degli imputati si lascia convincere a fare un giro in macchina con loro. E proprio nella villetta di proprietà del 22enne si sarebbe consumata la violenza. Per la cronaca va detto che il giovane proprietario del telefonino con cui aveva anche girato un video a luci rosse non avrebbe mai negato di aver avuto rapporti sessuali con la ragazza, ma a suo dire si era trattato di un rapporto consenziente. Sempre secondo quanto riferito dalla studentessa lo stupro sarebbe avvenuto alcuni giorni prima della denuncia in quanto a suo dire aveva tentennato un poco prima di presentare denuncia perché sapeva che avrebbe dovuto intraprendere una lunga battaglia legale, dove sarebbe stato scandagliato tutto il suo vissuto. Ma alla fine la voglia di avere giustizia ha prevalso sui pregiudizi e insieme ai genitore ha deciso di raccontare ai carabinieri quanto avvenuto quel giorno in quella villetta a Ceccano. Nel corso dell’interrogatorio la studentessa avrebbe riferito che in quei momenti di terrore voleva soltanto che quello stupro finisse al piu presto. Quindi la sua sottomissione non era assolutamente ascrivibile ad una sua partecipazione emotiva ma dalla voglia di tornarsene al più presto a casa. Una tesi che è sostenuta nelle precedenti udienze dalla sessuologa Ilaria Del Greco la quale ha dichiarato che non tutte le vittime di stupro reagiscono allo stesso modo. C’è chi urla e si dimena, chi tenta di scappare e chi invece vive quella violenza in uno stato di blocco emotivo. Sempre a detta della sessuologa talvolta la vittima non riesce a reagire ma lascia credere all’aggressore di essere sottomesso per evitare comportamenti violenti. La sentenza è prevista per il prossimo 8 maggio. Nel collegio difensivo gli avvocati Armando Pagliei, Giampiero Vellucci e Pierfrancesco Pizzuti.
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