Truffa informatica, donna di Fiuggi finisce sotto processo

Irene Mizzoni
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Un presunto raggiro messo in atto attraverso un sofisticato sistema di phishing approda ora in aula. Una cinquantaseienne residente a Fiuggi è stata infatti citata a giudizio con l’accusa di truffa ai danni di un giovane di 29 anni, residente a Lucca. L’udienza è fissata per il prossimo 10 luglio davanti al Tribunale toscano.

I fatti risalgono al febbraio 2023 e si inseriscono nel solco delle ormai diffuse truffe informatiche che sfruttano il nome di istituti noti per carpire la fiducia delle vittime. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ventinovenne avrebbe ricevuto sul proprio telefono un messaggio apparentemente inviato da Poste Italiane, nel quale veniva segnalato l’accesso sospetto al suo conto da parte di un dispositivo non autorizzato. Poco dopo, il giovane sarebbe stato contattato telefonicamente da un sedicente operatore antifrode che, con tono rassicurante e istruzioni precise, lo avrebbe guidato passo dopo passo in una procedura che si è poi rivelata fraudolenta. Convinto di dover mettere in sicurezza il proprio conto, il 29enne ha eseguito le operazioni richieste, effettuando una ricarica di 500 euro tramite l’app di Poste su una carta PostePay Evolution risultata intestata alla donna oggi imputata. Solo in un secondo momento il giovane ha compreso di essere stato raggirato. A quel punto ha presentato denuncia, dando il via alle indagini che hanno portato all’identificazione della presunta beneficiaria della somma. Secondo l’accusa, la cinquantaseienne avrebbe agito in concorso con un’altra persona al momento non identificata, elemento che lascia ipotizzare un meccanismo più ampio e strutturato dietro la truffa. La donna, dovrà ora rispondere dell’accusa davanti al giudice. È assistita dall’avvocato Antonio Ceccani. L’udienza del 10 luglio rappresenterà il primo passaggio processuale per chiarire responsabilità e dinamica dei fatti in una vicenda che richiama, ancora una volta, l’attenzione sui rischi legati alle truffe digitali e sull’importanza di verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute, soprattutto quando riguardano dati sensibili o operazioni bancarie. Mar. Ming.
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