Rivoluzione per il Patrimonio Pontino: il Ministero della Cultura entra nella Fondazione Città di Terracina

Irene Mizzoni
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Si apre una nuova era per la gestione e la valorizzazione dei tesori archeologici del litorale laziale. Con una delibera storica, la Giunta Comunale di Terracina ha approvato lo schema di accordo con il Ministero della Cultura (MiC), sancendo l’ingresso ufficiale dello Stato nella Fondazione Città di Terracina.

L’accordo non è solo un passaggio burocratico, ma rappresenta un cambio di paradigma: la Fondazione si trasforma in un ente di gestione territoriale su vasta scala, unendo sotto un’unica regia i gioielli di Terracina, San Felice Circeo e Sabaudia. ​Un network della bellezza: i siti coinvolti ​L’integrazione permetterà una gestione coordinata che supera i confini comunali, creando un vero e proprio “distretto archeologico” del basso Lazio. Ecco i siti che faranno parte del nuovo piano di valorizzazione: ​Terracina: Al fianco del monumentale Tempio di Giove Anxur, la Fondazione gestirà il Teatro Romano (restituito di recente alla collettività), il Capitolium e l’area del Foro Emiliano. ​San Felice Circeo: Entrano nel network siti di valore inestimabile come la Grotta Guattari — fondamentale per lo studio dell’Uomo di Neanderthal — e le Terme Romane. ​Sabaudia: Il progetto abbraccia anche l’Area Archeologica della Casarina, arricchendo l’offerta culturale legata al Parco Nazionale del Circeo. ​ Perché è una svolta? ​L’ingresso del Ministero garantisce non solo una maggiore solidità finanziaria e scientifica, ma permette di attuare strategie di marketing territoriale finora inedite. L’obiettivo è chiaro: trasformare frammenti di storia locale in una destinazione turistica internazionale coerente. ​”La valorizzazione integrata è l’unica via per competere nel mercato turistico globale,” si legge tra le righe del provvedimento. “Unire il Tempio di Giove alla Grotta Guattari significa offrire un viaggio nel tempo che va dalla preistoria all’epoca imperiale in pochi chilometri.” ​ Prossimi passi ​Con l’approvazione dello schema di accordo, si attende ora la firma definitiva che darà il via alla nuova operatività della Fondazione. Per i cittadini e i turisti, questo si tradurrà in servizi migliori, biglietterie integrate e una comunicazione unificata che promette di rendere il patrimonio pontino il vero volano economico della Riviera d’Ulisse.
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